Orfano di Lorusso, Natalia cambia strategia sulla Sanità

Il sindaco di Anagni denuncia il taglio ai servizi sanitari locali. È il segnale di un cambio di strategia. Al posto del lento avvicinamento praticato con il manager Asl Lorusso. Cosa blocca Anagni. Ed in che modo può sperare di rompere l'accerchiamento. La tattica di Mitrano a Gaeta,

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

La lettera inviata oggi dal sindaco di Anagni Daniele Natalia al nuovo Direttore Generale dell’Asl di Frosinone Patrizia Magrini (lettera nella quale si arriva a minacciare una denuncia alla Procura della Repubblica per interruzione di pubblico servizio) è significativa, dal punto di vista politico, soprattutto per un motivo. Perché segna, in modo plastico ed evidente, il cambio di strategia del primo cittadino su un tema, la Sanità appunto, sul quale lo stesso Natalia aveva costruito la propria campagna elettorale. E sul quale nessuno, Natalia per primo, vuole restare con il cerino in mano.

Ricapitolando; ieri Daniele Natalia scrive una lettera al direttore facente funzioni della ASL Patrizia Magrini, al Prefetto Ignazio Portelli, al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, al Presidente della Commissione regionale Sanità Pino Simeone, al Presidente della Provincia Antonio Pompeo ed al Presidente dell’Assemblea dei Sindaci Nicola Ottaviani.

Sanità anagnina ridotta all’osso

L’ospedale di Anagni

Una lettera nella quale il sindaco di Anagni denuncia il taglio drastico anche di quei pochi servizi che erano rimasti nella sanità locale. Nell’ex ospedale, ormai, non si fanno più Tac, non si effettuano più analisi, non si fa più chirurgia ambulatoriale. Le poche ambulanze disponibili sono sempre impegnate perché coprono una porzione enorme di territorio.

Un depauperamento evidente. Giunto dopo le rassicurazioni, arrivate all’epoca del DG Stefano Lorusso (il manager passato dal primo giugno al Ministero della Salute), sull’esistenza di un piano di valorizzazione e potenziamento della struttura anagnina, sull’onda del Covid, con la possibilità di creare un centro sub intensivo.  

Una vera e propria beffa. Che per Natalia giustifica anche possibili denunce.

Una mossa ineccepibile sul piano politico, ed anche su quello della difesa della sanità del territorio. Che ha un solo neo: giunge dopo una lunga fase di strategia “morbida; mesi durante i quali, sulla Sanità, Daniele Natalia, anche di fronte a proteste che gli arrivavano dalle sue sponde politiche, che gli chiedevano azioni più decise, aveva preferito il dialogo. Una scelta che da molti era stata vista come una perdita di tempo. Ma che lui aveva sempre visto come propedeutica a possibili buoni risultati, nel breve o nel medio termine. Strategia democristianamente morotea.

Oggi quei possibili buoni risultati all’orizzonte non ci sono più. La partenza di Stefano Lorusso verso il ministero priva Daniele Natalia di una sponda preziosa. Ed il primo cittadino, improvvisamente, si trova con le spalle scoperte. Si spiega così il cambio repentino di strategia.

Sindaco solo al capezzale

Stefano Lorusso © Giornalisti Indipendenti

Natalia non intende essere ricordato come l’esecutore testamentario incaricato di seppellire definitivamente la sanità anagnina. Di qui la minaccia della denuncia. Che, al di là dei possibili (e sperabili, intendiamoci) effetti positivi, servirà soprattutto a cambiare passo dopo i mesi di lento avvicinamento.

C’è un oggettivo ostacolo che Daniele Natalia non potrà mai superare né potrebbe nemmeno se fosse un Adenauer: guida un’amministrazione di centrodestra mentre tutte le leve della Sanità nel Lazio sono oggi in mano al centrosinistra. Inoltre, a fargli mancare i numeri ‘sanitari’ con i quali poter invocare un ospedale degno di questo nome è la vicina Alatri (che per inciso è guidata dal centrosinistra ed esprime il presidente del Consiglio regionale). Per essere chiari: nemmeno Alatri da sola ha alcuna speranza di tenere in piedi l’ospedale, oggi esiste solo in quanto ramo distaccato del polo ospedaliero di Frosinone – Alatri inventato motu proprio con un tratto di penna da un manager capace che si chiamava Luigi Macchitella.

Spezzare l’isolamento

Pino Simeone

La strategia imboccata oggi da Daniele Natalia è l’unica possibile. Ma ha un senso solo se affiancata da una robusta azione politica. Dopotutto è il sub commissario provinciale di Forza Italia cioè lo stesso Partito che esprime il potentissimo presidente della Commissione Sanità in Regione Lazio, Pino Simeone.

L’isolamento politico di Anagni risale ai tempi in cui in Regione troneggiava Franco Fiorito (al di là del finale). Se non si spezza quell’isolamento e non si inserisce la Sanità di Anagni in un discorso politico laziale, non se ne esce. È la strategia seguita dal sindaco di Gaeta Cosmo Mitrano: anche lui di Forza Italia, pupillo del senatore Claudio Fazzone: capace così di ottenere la riapertura dell’ospedale Di Liegro.

La vera sfida per Daniele Natalia ora sarà questa. Forse con un unico rimpianto: il tempo speso con Stefano Lorusso. A meno che non si riveli un utile alleato lungo il nuovo percorso.

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