Orlando vara i Dems «Ma non sarà un Partito. E nemmeno una corrente»

Il primo passo è compiuto: il ministro Andrea Orlando ha ufficializzato la nascita dell’associazione Dems. La sigla sta per Democrazia Europa Società. Nasce nasce per iniziativa della sua area politica, nella quale si riconosce anche il governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Ma «è aperta anche a non iscritti al Pd, alle associazioni» perché l’obiettivo è quello di fornire un punto unico di approdo «ad esperienze politiche diverse».

«Vogliamo lavorare per ricostruire il Pd delle origini. Perché vogliamo ricostruire il dialogo».

Dems punta al dialogo a sinistra, alla riaggregazione di tutte quella parti che hanno lasciato il Pd, ciascuna per una ragione diversa. Non mi preoccupa – dice Orlando – solo la fuoriuscita di alcuni dirigenti ma il distacco del Partito da settori della società italiana». «Oggi vediamo un rischio per la frammentazione che si è creata nel centrosinistra» e «affermiamo che dialettica e confronto sono un valore». Per questo, afferma il ministro della Giustizia «Bisogna avviare una «interlocuzione con le forze di sinistra».

Si va verso un nuovo Partito? No. E nemmeno una corrente interna. Dems vuole essere un laboratorio di aggregazione e di discussione. Dal quale mandare input al Pd. «Non parlerà di Partito e nemmeno regole di Partito ma di Sanità, Scuola, Sicurezza». «Dems non è una corrente interna, ma un’associazione aperta a iscritti e non iscritti e a tutti coloro che ritengono sia necessario un grande progetto riformista e un grande sistema di alleanze contro fenomeni di carattere reazionario». «Non sarà un luogo di recriminazione o contrappunto».

Il simbolo è stato presentato a Montecitorio nel corso di una conferenza stampa. Fondo bianco, lettere maiuscole e di tre colori diversi: una D rossa, una E blu ed una M verde sulla quale c’è il simbolo dell’Unione Europea, usato come se fosse un apostrofo. Più in alto, leggermente sollevata e più piccola, una S di colore viola.

Dems, oltre ad essere la sigla dell’associazione «è anche il plurale di Democratici, un modo per tenere insieme idee diverse».

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