Ottaviani alla Camera scompagina il centrodestra

L’imprimatur di Matteo Salvini è fortissimo e già certo. Per l’elezione a Montecitorio si sgomiterà parecchio tra Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Ma c’è una via di uscita: un sistema elettorale completamente proporzionale, che ci riporterebbe nella Prima Repubblica.

Matteo Salvini candiderà Nicola Ottaviani al Parlamento, molto probabilmente alla Camera. Il Capitano è un pragmatico e il fatto che il sindaco di Frosinone ieri fosse tra gli otto primi cittadini che il leader della Lega ha voluto sentire prima di tornare a confrontarsi con Mario Draghi è più di un segnale. È un sigillo. (Leggi qui Eppur si muovono, e vanno pure da Draghi…).

Il problema non è Ottaviani

Non importerà quale sarà il sistema elettorale e quando si andrà alle urne. Il semestre bianco di Sergio Mattarella inizia ad agosto. Da quel momento e fino all’elezione del nuovo Capo dello Stato non sarà possibile andare alle urne. Significa che si potrebbe votare tra un anno (2022) oppure a scadenza naturale (2023). Se al Quirinale sarà eletto Mario Draghi, allora paradossalmente le elezioni anticipate si avvicinerebbero. Per via dell’autorevolezza di Draghi su tutti i mercati e gli scenari internazionali.

Ruspandini e Ottaviani

Nicola Ottaviani sarà candidato. Senza entrare in rotta di collisione con Claudio Durigon e Francesco Zicchieri, pezzi da novanta del Carroccio e fedelissimi di Salvini. Loro avranno delle postazioni blindate.

Il punto vero sarà rappresentato dagli assetti del centrodestra in provincia di Frosinone. Perché anche il senatore Massimo Ruspandini, neo commissario provinciale di Fratelli d’Italia, punta decisamente alla ricandidatura. E Forza Italia non potrà permettersi di non schierare un suo esponente su questo territorio. Non può permetterselo il vicepresidente nazionale Antonio Tajani, non può permetterselo il senatore e coordinatore regionale Claudio Fazzone.

Avanti non c’è posto

I posti eleggibili potrebbero non bastare per tutti. La riforma dei collegi prevede un solo collegio interamente dedicato a questa provincia, quello con 60 Comuni dell’area nord e del sorano. Per il resto, l’altro collegio, quello cassinate, è accorpato con Formia e Terracina, dove la prevalenza è pontina. Quanto al Senato, il collegio è unico tra Latina e Frosinone. Poi ci saranno delle quote proporzionali blindate, ma riservate ai big  veri: nazionali e regionali prima che provinciali.

FRANCESCO DE ANGELIS E ANTONIO POMPEO

La conseguenza di questo ragionamento è che la candidatura di Nicola Ottaviani non solo restringe gli spazi, ma potrebbe comportare una lotta fratricida nel centrodestra. Specialmente se alla fine dovesse essere varato un sistema tutto proporzionale. In quel caso ci sarebbe una specie di tutti contro tutti. Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, ma anche Pd, Cinque Stelle e tutto il resto. A Montecitorio entrerebbe chi ha una posizione migliore nei listini compilati  a Roma e chi è schierato nel Partito che ottiene più voti.

Sembra la Prima Repubblica. E’ proprio spiccicata. Quando non esisteva il centro-destra con il trattino. Esistevano il centro, la destra e la sinistra.

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