Ottaviani archivia il bis: e pensa già al futuro

Dopo l’insediamento bis da sindaco è arduo immaginare che Nicola Ottaviani possa lasciare tra pochi mesi la guida del Comune di Frosinone per concorrere per la presidenza della Regione Lazio o per la Camera dei deputati.

Per una serie di motivi: di ordine politico, amministrativo e pratico.

Intanto perché l’emozione che inevitabilmente ha preso il sopravvento ieri è difficile da archiviare tra qualche tempo. Inoltre, cosa dire al 57% dei frusinati che lo hanno confermato come sindaco? Come tornare a chiedergli il voto dopo averlo appena ottenuto per fare invece una cosa diversa?

In secondo luogo, senza Ottaviani il centrodestra cittadino come farebbe a stare insieme? Le discussioni che hanno caratterizzato la fase di composizione della giunta hanno detto con chiarezza che nel momento in cui dovesse venire meno il collante Nicola, in amministrazione si determinerebbe una situazione Balcanica. Con tutti contro tutti pur stando sotto la stessa bandiera.

E poi, forse è questo l’aspetto più importante, ci sono opere che vanno completate, altre da iniziare, promesse da mantenere.

I motivi di ordine pratico dicono poi un’altra cosa importante. Nicola Ottaviani non campa di politica: al punto che si è potuto permettere di dimezzare e rendere pressoché simbolico il gettone di presenza per se stesso, la giunta e la sua maggioranza. Campa del suo lavoro: il suo Studio Legale. Che gli permette di viverci per due motivi: uno perché  è bravo, due perché  si diverte come un bambino a Disneyworld quando va in aula, mette la toga, e dimostra a tutti il motivo uno. Cioè di essere il più bravo. Solo così si spiega il fatto che, fresco di rielezione a sindaco, dopo una campagna elettorale lunga e logorante, alle 6 del mattino sia uscito dal Comitato e anziché andare a dormire sia passato a casa, abbia cambiato la camicia ed alle 9 fosse già in udienza. Oltretutto per una causa che avrebbe potuto rinviare senza difficoltà.

Ecco: Nicola Ottaviani si diverte a fare l’avvocato, campa facendo l’avvocato. E non ha ancora pronta la prossima generazione che possa prendere le redini dello studio.

Resistere alle offerte politiche di Silvio Berlusconi non sarà facile, ma la cosa più probabile è che Ottaviani dica “no grazie”. Questo non vuol dire però che resterà  a guardare: alle politiche indicherà Adriano Piacentini e Alessandra Mandarelli (gratificando entrambi per il risultato ottenuto o fatto ottenere a chi hanno sostenuto), alla Regione proverà a dire la sua. Anche se nell’ipotesi Mario Abbruzzese dovesse decidere di ripresentarsi alla Pisana, non ci saranno alternative. Tra un anno e mezzo poi ci saranno le provinciali e Ottaviani punta su Carlo Maria D’Alessandro, sindaco di Cassino.

A Frosinone c’è la staffetta da rispettare per tenere unita la coalizione ed  evitare che quel patrimonio di voti si dispera.

Infine, il successore: Ottaviani ha indicato nelle primarie la via obbligata, eppure un successore deve iniziare ad individuarlo. Perché altrimenti le primarie a Frosinone assomiglieranno a quello del centrosinistra a Ceccano: chi vince va avanti da solo, chi perde concorre lo stesso. Per far perdere l’altro.

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