Ottaviani in crisi se la prende con chi protesta

ALESSANDRO REDIROSSI per L’INCHIESTA QUOTIDIANO

Il sindaco Nicola Ottaviani non sceglie la strada dell’ascolto delle istanze provenienti dal basso e in piena crisi amministrativa alla fine se la prende con chi protesta.

Quello che emerge da una nota ufficiale diffusa ieri dal Comune. «Il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani si legge nella premessa non ha potuto presenziare al consiglio comunale di ieri per complicanze connesse al post operatorio di un intervento chirurgico, ha fatto sapere che entro metà luglio saranno approvate tutte le pratiche urbanistiche, in occasione della prossima seduta di Consiglio comunale».

«Ho dovuto constatare che essere assenti per qualche giorno per motivi di salute ha dichiarato il sindaco Ottaviani sembra sia diventato un “lusso amministrativo” che non posso permettermi, soprattutto davanti alle messe in scena di alcuni scriteriati che hanno cercato di coartare la libertà di voto dei singoli consiglieri comunali, come emerge dai filmati che appena possibile invierò alla Prefettura e alla Magistratura competente. Un conto è riflettere pacificamente e democraticamente sulle singole pratiche, un conto è portare avanti una guerriglia incivile, non permettendo ai consiglieri di avere la giusta serenità per approvare, ed eventualmente migliorare, con emendamenti le singole proposte. Sarò presente personalmente alla prossima riunione di consiglio, anche se dovessi portarmi dietro una fleboclisi, perché certe azioni di violenza sono intollerabili e ricordano periodi autoritari cancellati dalla storia, come quelli della parte più buia del fascismo o delle foibe istriane. Infine, a quanti erano usi distrarsi a scuola durante la lettura dei Promessi Sposi, è bene ricordare che il comportamento da guappi dei Bravi, che minacciavano la democrazia, non ha lasciato nessuna traccia degna di nota nella memoria collettiva, al pari, però, di don Abbondio, che era l’unico ad essere intimorito dalla propria ombra, pur avendo dedicato tempo e risorse alla conoscenza».

Intanto la sua maggioranza esce a pezzi dall’ultimo Consiglio comunale. Se alla fine il pacchetto dell’urbanistica è stato ritirato è perché la maggioranza Ottaviani, calcolatrice alla mano, ha capito di non avere i numeri e la forza politica per scavalcare le istanze dei cittadini in Consiglio. Durante la settimana trascorsa dal gruppo di Frosinone nel cuore sono arrivati i primi mugugni nei confronti delle delibera che darebbe il là alle edificazioni nell’area attigua alla Villa comunale, dopo il pressing dei comitati. All’interno del gruppo si è prestato ascolto alle istanze arrivate dal basso e, nonostante i vertici, i contatti frenetici e il pressing di sindaco e maggioranza per far approvare la pratica con lo spauracchio di ipotetiche richieste di risarcimento danni da parte del privato (ma il voto, lo ha ribadito Ottaviani con la nota di ieri, è “libero”), il gruppo non ha appoggiato alla fine la delibera. Così si è arrivati al ritiro del pacchetto delle delibere urbanistiche.

E restano dei malumori interni, riassumibili nel vivace scambio di opinioni in Consiglio fra il capogruppo di Ncd Fulvio Benedetti e il vicesindaco espressione di Frosinone nel Cuore Francesco Trina dopo il ritiro delle delibere da parte di quest’ultimo, che ha sostituito l’assente Ottaviani.

Intanto Impegno civico, fuori dalla maggioranza, ha tenuto il numero legale a Ottaviani nell’ultimo Consiglio comunale, abbandonando l’aula in occasione del pacchetto urbanistico, anche perchè nel frattempo erano arrivati i consiglieri di Frosinone nel cuore. Il messaggio del gruppo Impegno civico è sembrato essere: ora che tutti i gruppi riconosciuti in Giunta sono in Aula vedete se avete i numeri senza di noi. Inoltre la compagine guidata dal capogruppo Riccardo Masecchia non era entusiasta della delibera per l’edificazione vicino alla Villa comunale. Il gruppo ha lanciato un messaggio politico in vista del voto politico sul bilancio: per rientrare in maggioranza vuole una rappresentanza in Giunta (con almeno due deleghe a quanto pare) senza rotazioni.

E cosa succede ora con Frosinone nel cuore, cui Ottaviani ha assicurato un posto in Giunta (vicesindaco) e uno all’Asi (Luca Sellari)? La maggioranza Ottaviani attualmente sembra in frantumi ed è emerso come l’espediente dell’abbattimento del numero legale in seconda convocazione e le stampelle dalla (ex) opposizione (come quella di Carmine Tucci) possono addirittura non bastare.

Danilo Magliocchetti da Forza Italia chiede ora un “tagliando” per l’amministrazione, nuove modalità di azione e confronto e, oltre a bacchettare gruppi e assessori, chiede di tornare all’unità con il delicato voto di Bilancio (tutt’altro che agevole) alle porte. «Credo che sia arrivato il momento di fare il punto della situazione ha detto Magliocchetti prima delle dichiarazioni del sindaco Una sorta di tagliando all’amministrazione per riprendere lo slancio necessario che occorre per affrontare gli ultimi due anni di mandato. Va benissimo l’azione del sindaco e menomale che c’è lui. Però occorre fare una messa a punto sulla metodologia. Faccio riferimento in primis al rapporto fra i gruppi consiliari: non esiste un gruppo consiliare che possa ritenersi “unto dal Signore” o insostituibile. Per quanto mi sforzi, in giro non vedo fenomeni. Per cui dico assolutamente no alle fughe in avanti. Sì invece a una logica di condivisione delle scelte e strategie da mettere in campo: di concertazione e condivisione non è mai morto nessuno. La seconda messa a punto deve riguardare i rapporti fra giunta e consiglio. Gli assessori tutti, nessuno escluso, devono capire che non stanno in giunta per diritti acquisiti o lasciti. Sono lì perché i gruppi consiliari di riferimento li hanno voluti. E in questa logica tutti i consiglieri di maggioranza meritano il dovuto rispetto. Anche perché ci sono consiglieri comunali che vanno in consiglio da tre anni ad alzare la mano senza mai chiedere nulla e con il concreto rischio di beccarsi degli insulti. Questo è un fatto del quale tutti dobbiamo tenere conto. Secondo il mio modo di vedere va compiuto ogni sforzo per tentare di recuperare il rapporto con il gruppo di Impegno civico. Che comunque quando serve ha dato prova di affidabilità. Ho la presunzione di credere che come me la pensino tanti altri consiglieri. Si può cominciare a pensare di fare riunioni interassessorili con i gruppi consiliari. Incontri, dunque, fra gruppi consiliari e assessori al fine di concertare la strategia. Dobbiamo cercare di arrivare a fine consiliatura possibilmente con tutti i gruppi consiliari».

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