Pigliacelli abbraccia Ottaviani: «Il miglior candidato alla guida della Regione»

Nuova apertura del presidente della Camera di Commercio al sindaco di Frosinone. Lo giudica il migliore candidato governatore del Lazio.

Gianluca Trento
per La Provincia Quotidiano

 

Vulcanico, istrionico, capace di far perdere la pazienza anche a Giobbe. Intervistarlo non è semplice. Risponde prima delle domande. Tra una frase e l’altra tiene sotto controllo cellulare e computer. Di certo c’è che non le manda a dire. E quando urla fa venire alla mente il celebre quadro di Munch. Che è alle sue spalle nell’ufficio dell’azienda di trasporti. Marcello Pigliacelli, presidente della Camera di Commercio di Frosinone, del Toscanello Nero non fa mai a meno. Tra una boccata e l’altra parla di politica ed economia.

 

Si fa il nome di Nicola Ottaviani quale candidato alla presidenza della Regione Lazio. Il sindaco, però, dice no. Lei cosa ne pensa?
Che Ottaviani ha dimostrato di avere capacità amministrativa e di avere consenso vero. Inoltre sono convinto che le regionali saranno vinte con il contributo determinante di Frosinone e Latina. Per queste ragioni, facendo pure un confronto con gli altri candidati in pectore di cui si parla in questi giorni, Ottaviani è certamente il migliore. Poi se la coalizione di centrodestra del Lazio glielo consentirà o meno è un altro discorso.

 

Ma il sindaco non vuole lasciare la città di Frosinone. Cosa ne pensa?
Credo che il futuro non si possa arrestare e che Ottaviani sia pronto per una scena più grande di quella del capoluogo ciociaro. Certo, lasciare la propria città non è mai facile. Lui ha avuto nuovamente una grande investitura popolare e probabilmente il discorso della candidatura alla presidenza della regione si sarebbe dovuto fare prima delle elezioni. Comprendo, quindi, le sue resistenze umane. Diciamo che dipende da cosa il politico Ottaviani vuole fare da grande, perché le decisioni vanno prese quando si presentano le occasioni. Penso, però, che farebbe bene a confrontarsi direttamente col numero uno, con Berlusconi, perché tali investiture devono arrivare dal vertice del partito. Inoltre, ritengo che certe scelte possano essere compiute anche con delle garanzie che solo dal Cavaliere si possono ottenere. Compreso, in caso di sconfitta, visto il sacrificio, un posto nel governo.Dico pure che i frusinati capirebbero se dovesse andare a rappresentarli a livelli più alti. Nicola è un uomo che può fare molto per la sua terra: ha cuore, ha idee ed ha capacità amministrativa. Non ce n’è un altro nel centrodestra del Lazio con le sue caratteristiche.

 

Potrebbe essere l’uomo giusto per risolvere il problema del super-centralismo romano nel Lazio?
Non si possono ribaltare dinamiche millenarie. Però Ottaviani può essere il cuneo per avvicinare Roma al Lazio meridionale. La forza economica, le idee e l’innovazione di questa regione siamo noi.

 

Cosa pensa dell’operato di Zingaretti nei cinque anni di governo?
Non giudico l’operato nel quinquennio. Per cambiare le cose bisogna andare oltre il primo mandato. Spero che a Zingaretti sia data la possibilità di continuare ad amministrare. Ma non lo dico perché sono un tifoso dell’attuale governatore. Io sono un uomo di destra. Lo direi per chiunque si trovi a governare. Cinque anni sono troppo pochi per portare a termine i progetti messi in cantiere.

 

Si va verso l’accorpamento delle Camere di Commercio di Frosinone e Latina. A che punto siamo?
All’inizio del percorso. Purtroppo abbiamo perso un anno. Noi a Frosinone avevamo anticipato i tempi ma abbiamo dovuto compiere un altro percorso. Comunque, anche in questo caso, il futuro non si arresta. Il processo d’integrazione va avanti e otterremo un grande risultato perché saliremo all’ottavo posto in Italia. Saremo più grandi delle Camere di commercio di città come Venezia, Bologna, Torino e tante altre. Però, questo primo passo che stiamo facendo, deve essere propedeutico per fare diventare il Lazio Meridionale il secondo blocco dopo Roma. Cambieranno tutti i rapporti di forza all’interno della regione, in tanti campi, anche per le candidature politiche. Avremo una grande forza economica. Noi siamo un milione di persone che hanno industria, agricoltura, turismo e una grande potenza da offrire.

 

Alle sue spalle c’è un quadro: l’Urlo di Munch. Qual è per Lei il significato?
L’uomo che urla il suo dolore. L’ho messo nel mio ufficio. Lei avrà notato che in tutto il tempo che siamo stati insieme la portanon si è mai aperta inutilmente. Ecco, fino a qualche tempo fa si schiudeva spesso e si affacciava qualcuno per domandarmi, senza alcuna ragione: “Come va?”. La risposta era: “Come quel signore alle mie spalle”. Ecco, ho sempre chiesto a tutte quelle persone se erano venute per migliorare il mio stato d’animo, per aiutarmi o per peggiorare la situazione. Con il tempo la porta non si è più aperta inutilmente.

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