Ottaviani – Pizzutelli, cronaca di uno scontro annunciato

Tra il sindaco e il consigliere di Frosinone in Comune stoccate e attacchi reciproci. Ma, al di là di questo, in consiglio comunale le opposizioni sono divise e deboli

Da un anno sono protagonisti di scontri verbali durissimi e alla fine nessuno si meraviglia davvero se tra il sindaco Nicola Ottaviani e il consigliere Stefano Pizzutelli (Frosinone in Comune) si sia arrivati alle carte bollate. Un esposto di Pizzutelli alla Procura sui lavori per il Parco Matusa ha provocato la risposta del primo cittadino che, unitamente al vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Fabio Tagliaferri, ha inoltrato una denuncia per diffamazione. (leggi qui Lavori al Matusa, finisce a denunce incrociate)

 

E così lo scontro, oltre che politico, è diventato giudiziario. Nicola Ottaviani e Stefano Pizzutelli non si sono mai sopportati, probabilmente non soltanto sul piano politico.

Nel quadro soporifero del Consiglio Comunale di Frosinone, Stefano Pizzutelli è una delle rare punture di spillo nei fianchi del sindaco. Assestate nel modo che Nicola Ottaviani sopporta meno: con ironia supportata dalle carte. Due delle armi sulle quali il sindaco rivendica intimamente l’esclusiva.

 

Che Pizzutelli arrivasse all’esposto, senza limitarsi alla denuncia politica, è fisiologico: non è un politico di carriera e tantomeno ha la fissazione di voler fare la carriera politica. Ritiene che il mandato elettorale gli imponga di esercitare il ruolo di guardiano della legalità (come si compete ad una vera opposizione) e lo fa. La carta bollata in questo caso non è uno sfregio ma un atto consequenziale.

Tanto quanto lo è la risposta di Nicola Ottaviani. Che con l’immediata risposta tramite altrettanta carta bollata intende anche porre subito un argine: al rischio che il confronto politico possa trasferirsi nelle aule giudiziarie. Come è avvenuto in altre amministrazioni, finite per questo allo sfascio.

Era proprio necessario arrivare in Tribunale? Da quando è venuto meno il filtro dei Comitati Regionali di Controllo sugli Atti degli Enti Locali (una sorta di tribunale nel quale verificare se gli atti erano corretti e legittimi, nel quale la massima condanna era l’annullamento della delibera)  la querela è rimasta l’unica arma.

 

Lo scambio di denunce si inquadra e si comprende meglio se si tiene conto di quello che è successo negli ultimi giorni: la situazione politica al Comune di Frosinone come sta? Sta che Ottaviani governa senza alcun problema, sostenuto da una maggioranza di centrodestra a trazione civica. La Lega sta provano a formare un proprio gruppo consiliare ma non ci riesce perché gli alleati non sono disposti a cedere terreno sul piano degli equilibri e degli assetti della giunta.

 

Le opposizioni sono divise. Il Movimento Cinque Stelle, rappresentato da Christian Bellincampi e Marco Mastronardi, fa corsa a sé e non interagisce con il centrosinistra.

Già, il centrosinistra: il Partito Democratico parla a quattro voci (Fabrizio Cristofari, Angelo Pizzutelli, Norberto Venturi e Alessandra Sardellitti), i Socialisti (Massimo Calicchia e Daniele Riggi) vanno per conto proprio, la Lista Cristofari naturalmente sta… con Cristofari. Poi c’è Vittorio Vitali, uscito proprio dalla Lista Cristofari e approdato in Liberi e Uguali.

Infine, Stefano Pizzutelli, già candidato a sindaco di Frosinone in Comune: è lui in aula a presentare il maggior numero di interrogazioni e interpellanze. Andando spesso allo scontro con la maggioranza e con il sindaco. Da solo, senza il supporto di potenziali alleati, specialmente di centrosinistra.

 

E’ proprio questa coalizione che, ad un anno di distanza, dovrebbe chiedersi cosa intende fare da grande.