Saf, Ottaviani non ci vede chiaro: «Fuori le cifre o andiamo via»

Dopo la guerra ad Acea, il sindaco di Frosinone minaccia di muovere le truppe contro la società dei rifiuti. Vuole le cifre. Per verificare se convenga tenere in piedi la Saf

«E adesso portatemi le cifre»: il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani piazza un’altra grana sulla strada dell’elezione del nuovo presidente della Saf. Ipotizza la possibilità di chiudere l’impianto di Colfelice. «Nessuno ci obbliga a tenere acceso un macchinario che non è conveniente».

 

Dopo la guerra ad Acea, il sindaco di Frosinone si prepara alla guerra dei rifiuti. Prima dell’elezione del nuovo presidente in sostituzione del dimissionario Mauro Vicano vuole vedere i numeri in base ai quali viene determinata la tariffa a carico dei cittadini, vuole capire i costi della società e quelli dello stabilimento di Colfelice. Vuole comprendere se conviene o meno tenere in piedi la Società Ambiente Frosinone, la SpA divisa in parti uguali tra i Comuni della provincia di Frosinone per gestire il trattamento delle immondizie: ognuno con la stessa quota, a prescindere da abitanti e tonnellate prodotte.

 

La Saf ha salvato la provincia di Frosinone dal caos rifiuti negli ultimi trent’anni. Nel corso dei quali invece sono collassati i sistemi di Roma e quelli di Napoli, finiti con le strade invase dalle spazzature. Come è possibile ora pensare di chiuderla?

 

«Perché il mondo è cambiato nel corso di questi trent’anni. Oggi c’è la raccolta differenziata e tutte le materie prime finiscono nei magazzini di altre strutture che le riciclano. Saf tratta solo l’indifferenziato. Ma è strutturato e dimensionato sulla base delle cifre degli anni Ottanta».

 

Ma quali numeri vuole vedere Ottaviani? «Quanto rifiuti conferiamo oggi? Quanto costa smaltirlo? Conviene darlo a Saf oppure è più vantaggioso darlo ad altre strutture? Perché nessuno ha costituito una società come la Saf negli ultimi dieci anni, cioè da quando è iniziata la differenziata».

 

Il bilancio dello scorso anno ha portato circa 4 milioni di utili alla Saf. Perché l’impianto di Colfelice ha lavorato e trasformato in combustibile per termovalorizzatori anche le immondizie in arrivo da Roma. Che ha pagato profumatamente. Ora però non è più possibile: le nuove linee guida date dai sindaci al management Saf è stato ‘Stop ai rifiuti da fuori provincia’. Un limite che, per il presidente dimissionario Mauro Vicano, impedirà di tenere in piedi l’azienda e c’è il rischio che i conti collassino in sei mesi.

 

«Se i numeri confermeranno questa previsione – dice Nicola Ottaviani – allora pensiamo alla conversione della società e dello stabilimento».

 

E se l’assemblea dovesse dire no? «Il Comune di Frosinone potrebbe anche decidere di uscire in base al principio della ‘Eccessiva onerosità sopravvenuta’ presente nel Codice Civile. Un principio che concede la facoltà al contente di svincolarsi da un contratto quando il costo dell’operazione commerciale supera del doppio l’eventuale beneficio».

 

Per questo grida: fuori le cifre.

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