Ottaviani, sei mesi per decidere: sindaco III o puntare al Parlamento

Entro la fine dell’anno il sindaco dovrà farsi sfiduciare se ha intenzione di concorrere ancora per la fascia tricolore. Non sarà semplice. Mentre nella Lega tutto dipende da Francesco Zicchieri. La fronda del gruppo di Tucci e Gagliardi: “Perché risponde la Gerardi ad una domanda rivolta ad Ottaviani?”.

Sei mesi di tempo per elaborare la strategia finale, sei mesi per capire se ci sono davvero spazi di importante agibilità politica all’interno della Lega. Nicola Ottaviani, sindaco di Frosinone, ha tagliato il traguardo dei due anni del secondo mandato e lo ha fatto presentando uno dei progetti ai quali tiene maggiormente, quello della rigenerazione urbana dello Scalo. Adesso manca il riassetto dell’area della Permaflex. Ma intanto Ottaviani deve guardare anche al futuro politico. Sì perché può ricandidarsi a sindaco soltanto in un caso: se viene sfiduciato prima dei due anni e mezzo del secondo mandato. Cioè fino a dicembre.

Il paradosso è che deve trovare una maggioranza di 17 consiglieri comunali su 33 che decida di mandarlo a casa anticipatamente per consentirgli di riconcorrere per la fascia tricolore. Siccome le opposizioni non gli faranno questo piacere, non resta che il centrodestra. Ma i 17 che eventualmente dovessero firmare sanno che nessuno di loro potrà più coltivare ambizioni di una candidatura a sindaco.

In realtà Ottaviani sta cercando di capire se sarà possibile una sua candidatura alla Camera, al Senato o alla Regione. Dipende molto, se non tutto, da Francesco Zicchieri, deputato e coordinatore regionale della Lega. Primo perché è lui a decidere sulle candidature, secondo perché per “liberare” lo spazio per Ottaviani deve egli stesso concorrere altrove, in provincia di Latina.

Ma ci saranno elezioni anticipate? Difficilissimo. Il Movimento Cinque Stelle (che la maggioranza in Parlamento) non le vuole. Il Partito Democratico, malgrado le parole di Nicola Zingaretti, sa che le urne in tempi brevi non darebbero spazi di crescita e il 22% (ma anche il 25%) è una percentuale da discreta opposizione e nulla di più. In realtà i Democrat hanno bisogno di tempo.

Neppure Forza Italia ha interesse ad andare ad elezioni anticipate. Quanto alla Lega, Matteo Salvini appare incerto: quando gli ricapita un alleato come i Cinque Stelle? Dunque il ragionamento è ad ampio raggio.

In provincia di Frosinone la Lega ha due certezze: Claudio Durigon (che sarà confermato capolista al proporzionale se non si candiderà alla presidenza della Regione) e Francesco Zicchieri, che avrà la prima scelta. Poi c’è la deputata e coordinatrice provinciale Francesca Gerardi. Quindi il senatore Gianfranco Rufa, nel 2018 eletto nel collegio di Viterbo.

Nicola Ottaviani ha la necessità di crearsi uno spazio suo: cercherà (ma non adesso) di far aderire alla Lega quanti più consiglieri comunali possibili? Per esempio quelli della sua lista civica. Magari proverà a raggiungere un patto di ferro con il Polo Civico di Gianfranco Pizzutelli e con la Lista per Frosinone di Antonio Scaccia, che insieme contano 7 consiglieri. Nell’attuale gruppo della Lega soltanto Gianpiero Fabrizi è vicino ad Ottaviani. Anche se il sindaco sta provando un’operazione di recupero con Sara Bruni e Mariarosaria Rotondi.

Non semplice. Il capogruppo Enrico Cedrone attende da mesi la nomina ad assessore. Mentre Carlo Gagliardi è in rotta di collisione con il sindaco. La vicenda che ha visto protagonista Carmine Tucci è la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Francesca Gerardi, coordinatrice provinciale, ha detto che Tucci rappresenta sé stesso, che non è vicecoordinatore cittadino della Lega visto che le cariche sono state azzerate. (leggi qui Bufera nel Carroccio: l’interrogazione scomoda che fa scoppiare il caos). “E da quando?”, hanno detto nell’entourage di Tucci e Gagliardi.

Ma una frase è stata assai significativa: “Perché Tucci fa una domanda amministrativa al sindaco Ottaviani e invece risponde la Gerardi?”. Il gruppo dell’ex presidente della Seconda Circoscrizione (che nella scorsa consiliatura per tre anni ha retto il numero legale a Ottaviani) è sul piede di guerra. Carlo Gagliardi è membro della federazione regionale del Carroccio e ha un rapporto fortissimo con il sottosegretario Claudio Durigon.

Ma questo non lo frenerà se deciderà di andare allo scontro con Ottaviani.

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