Ottaviani sempre più civico, Abbruzzese ancorato all’attuale modello: separazoni in Forza Italia

Foto: copyright Stefano Strani

La tre giorni fiuggina di Antonio Tajani questa volta sarà profondamente diversa dal passato C'è aria di separazioni clamorose. Ottaviani è sempre più civico. Abbruzzese non ha organizzato riunioni come nel passato. Tutti attendono il segnale finale per decidere cosa fare

Il profilo politico di Nicola Ottaviani è sempre più civico.

Il sindaco di Frosinone in meno di due mesi ha infilato tre mosse che fanno capire chiaramente come la prospettiva non è più soltanto quella di Forza Italia: in minoranza per quanto riguarda il voto dell’assemblea dei sindaci sull’adeguamento della tariffa idrica, in minoranza sul bilancio della Saf, passo indietro sulla candidatura alla presidenza della Provincia.

Ottaviani ha lavorato gomito a gomito con Antonio Tajani per il rilancio di Forza Italia, sul quale ha le idee chiare: rafforzamento della componente centrista e moderata nell’ambito del centrodestra.

Ottaviani non è contrario all’idea di un Partito unico, ma ci vuole arrivare in condizioni di parità con la Lega. Indipendentemente dai sondaggi. Se invece alla fine Forza Italia dovesse restare esattamente come è, allora Nicola Ottaviani guarderà con sempre maggiore attenzione e determinazione a quel partito dei sindaci che potrebbe dire la sua nel centrodestra.

Non importa quanti amministratori vi aderiranno, in ogni caso sarà impossibile prescindere da loro.

 

Mario Abbruzzese, invece, continua a guardare all’attuale modello di Forza Italia. Unitamente al consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli. Ma pure lui sa che senza Ottaviani il Partito si indebolirebbe sul territorio.

La più importante mission locale alla tre giorni fiuggina di Antonio Tajani sarà quella di provare a dimostrare che la Ciociaria può essere ancora una roccaforte. Specialmente in un momento in cui il ruolo stesso di Antonio Tajani (presidente del Parlamento Europeo e vicepresidente nazionale di Forza Italia) lo spinge su profili diversi. Meno locali e più nazionali.

 

L’edizione 2018 della convention avrà una differenza sostanziale con quelle del passato. Un anno fa Mario Abbruzzese aveva già riunito una decina di volte tutto il suo Stato Maggiore, ordinando la mobilitazione di tutti gli amministratori; in maniera quasi ossessiva, ripeteva a chiunque che non bisognava sbagliare nemmeno la posizione di una sola sedia; controllava ogni dettaglio almeno due volte al giorno. Questa volta non c’è stata una sola riunione operativa.

Il tutto avviene mentre Pasquale Ciacciarelli convoca i quadri dirigenti di Forza Italia. Ma non il Coordinamento. E Piacentini non convoca il coordinamento? È il chiaro segnale che qualche riallineamento stia maturando. Ma tutti siano in attesa dei segnali che porterà a fine mese Antonio Tajani.

Ad aver intuito perfettamente lo scenario è il coordinatore provinciale Adriano Piacentini, impegnato a tenere sia l’unità interna del partito che quella del centrodestra.

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