Il sindaco di fronte ai magistrati: «Non ho truccato la relazione ma…»

Il sindaco, accompagnato dai suoi avvocati, ricostruisce il caso dei pagamenti per il Palazzo della Scienza. Tutto legato ad un equivoco su una parola. Ribadita la correttezza dell'operato. E dei pagamenti "Disposti dal tribunale e fatti in modo a noi favorevole"

Oltre un ora di fronte al procuratore capo di Cassino ed al suo Sostituto. Per chiarire la propria posizione. Spiegare che lui non ha commesso reati, non ha cercato di imbrogliare né di favorire. E che sui pagamenti dei lavori effettuati al Palazzo della Scienza ha solo applicato quanto gli era stato ordinato dal Tribunale.

Carlo Maria D’Alessandro, sindaco di Cassino, lo ha detto nel pomeriggio al procuratore capo Luciano D’Emmanuele ed al sostituto procuratore Chiara D’Orefice.

Accompagnato dagli avvocati Sandro e Alessandra Salera ha chiesto di essere interrogato per fornire una serie di elementi fondamentali prima che i magistrati decidano se chiedere un processo oppure archiviare tutto il caso.

La questione è quella dei lavori al Palazzo della Scienza. Un’opera voluta alla fine degli Anni Novanta dal Comune in accordo con la Regione Lazio che la finanziò in parte; la realizzazione partì negli anni successivi.

Cosa non quadra in quei pagamenti? Il dubbio lo hanno sollevato alcuni degli attuali consiglieri comunali di opposizione. Hanno fatto rilevare alla Procura della Repubblica che il sindaco Carlo Maria D’Alessandro abbia autorizzato i pagamenti dei lavori, attestando una cosa falsa. E cioè che la consulenza del tecnico di parte e di quello incaricato delle verifiche, coincidevano e quindi era possibile procedere con i pagamenti.

Invece le consulenze non coincidevano per niente. Da qui l’inchiesta. Basata su carte e documenti ben precisi, atti che l’ex sindaco Giuseppe Golini Petrarcone e l’ex assessore Enzo Salera hanno messo a disposizione.

Il sindaco ed i suoi legali oggi hanno fatto notare che la sua dichiarazione con cui attestava la ‘conformità’ delle relazioni fatte dai tecnici è vera e riguarda il ‘Computo Metrico’. E che i rilievi sollevati dalle opposizioni riguardano invece il ‘Computo Metrico Estimativo’.

Che differenza fa? Il ‘Computo Metrico’ è la perizia con cui si stabilisce se le opere realizzate sono conformi a ciò che era stato chiesto ed appaltato. Invece il ‘Computo Metrico Estimativo’ stabilisce se il prezzo richiesto dalle ditte è congruo ed in linea con quanto stabilito nell’appalto.

La denuncia – ha sostenuto Carlo Maria D’Alessandro – è fondata su un fraintendimento e su una errata interpretazione data dalle opposizioni a quanto esposto nella delibera.

La prova? Il sindaco ha fatto notare ai magistrati che con il suo atto è stato dato il via al pagamento di una transazione da 600 mila euro omologata dal Tribunale. Ma, a differenza di quanto previsto, anziché versare subito quelle somme, le ha pagate senza applicare alcun tasso di interesse (nonostante gli anni di ritardo accumulati dal Comune) e frazionati in sette anni.

 

«Sono convinto di avere fornito ai magistrati tutti i chiarimenti possibili e di avere ricostruito con esattezza la correttezza del mio operato» ha detto Carlo Maria D’Alessandro.

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