Roma padrona, province schiave: Pallone contro la legge elettorale regionale

Pallone (Noi con l’Italia): «Il problema è sempre lo stesso». «Sia dal punto vista politico che economico province penalizzate». Il Partito in Ciociaria ha ottenuto un risultato migliore rispetto alla Capitale. Ma il Consigliere è scattato a Roma. Lasciando fuori Quadrini

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Le percentuali evidenziano il risultato in maniera chiara: alle regionali la lista Noi con l’Italia-Udc ha ottenuto il 4,36% in provincia di Frosinone. Un dato superiore a quello regionale, pari all’ 1,62%. In provincia di Roma (dove è stato eletto il consigliere) l’ 1,21%, in quella di Latina l’ 1,92%. Segno che le 11.017 preferenze ottenute in Ciociaria hanno avuto un peso specifico evidente. Pensiamo ai 4.365 voti di Gianluca Quadrini per esempio. Eppure un risultato del genere non è bastato a far scattare il consigliere.

Sul piano politico, però, ancora una volta le scelte di Alfredo Pallone hanno centrato l’obiettivo.

Alfredo Pallone, già coordinatore regionale di Alternativa Popolare e referente indiscusso della formazione di Maurizio Lupi, aveva espresso chiaramente il suo pensiero nel giorno della riunione che sancì la scissione del partito di Alfano. Tra lo stesso Maurizio Lupi e Beatrice Lorenzin. Non passò inosservato, per esempio, l’ abbraccio tra lo stesso Pallone e Fabrizio Cicchitto.

Pallone (membro del  consiglio di amministrazione dell’ Enac) da tempo medita l’addio ad ogni ruolo politico. Ma la sensazione è che dovrà continuare a stare in campo. Almeno questo è quanto filtra da autorevoli indiscrezioni. Nelle scorse ore Pallone ha avuto un incontro con Maurizio Lupi.

Il momento politico nazionale è delicato e il “Centro”  sta cercando di riorganizzarsi dopo che il doppio “ tsunami”  (Cinque Stelle e Lega) lo ha sbaragliato alle politiche del 4 marzo. Il risultato di Noi con l’ Italia- Udc in provincia di Frosinone non è passato inosservato.

Per quanto riguarda, però, gli assetti regionali, il punto nodale resta quello del rapporto tra Roma e le altre province. Sul piano della rappresentanza dei territori per esempio. Il consiglio regionale ancora una volta è dominato dagli esponenti romani e le province, con quella di Frosinone in testa, restano a guardare. Perché i meccanismi delle leggi elettorali premiano i voti assoluti più delle percentuali.

Poi c’è naturalmente l’ aspetto economico, sempre sbilanciato a favore di Roma. Alfredo Pallone spiega: «È un tema che ho sempre sostenuto e al quale ho lavorato molto insieme a Donato Robilotta. Il problema è evidente: la presenza di Roma sbilancia in maniera enorme il rapporto con tutte le altre province a livello di Regione Lazio. Andrebbe trovata una soluzione, garantendo sia la Capitale che tutti gli altri territori. Il nodo della rappresentanza politica è uno dei tanti aspetti, importante però. Ma rendiamoci conto che l’ 80% delle risorse finisce a Roma. Mi riferisco a settori come la sanità, i trasporti, il turismo e a tutto il resto. Quando sento dire che bisogna fare sistema, mi chiedo: ma come? Cioè: occorre un progetto politico comune, che non vedo».

Alfredo Pallone non lo dice, ma quando era lui il coordinatore regionale di Forza Italia, pose il problema degli equilibri. Riuscendo spesso a spuntarla per quanto concerne i territori provinciali. Bisognerà vedere quello che succederà ora sul piano politico nazionale e regionale. Anche e soprattutto nel centrodestra.

In ogni caso il punto della rappresentanza politica in consiglio regionale è quantomai attuale. Basta un dato: la provincia di Roma esprime, da sola, 38 consiglieri regionali su 50. Le altre quattro province 12 in totale.

Fra le altre cose la Regione è un ente sempre più centrale nelle dinamiche che riguardano ed incidono ormai sulla vita quotidiana delle persone. Le scelte sulla sanità, sul turismo, sul lavoro e sulla formazione sono preponderanti.

Un argomento che andrebbe affrontato in un contesto politico ma pure istituzionale. C’ è infine l’ aspetto della legge elettorale. Sulla quale Pallone dice: «Ho detto immediatamente che avrebbe penalizzato i territori provinciali».

 

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