Pallone, dalla politica dei due forni a quella del capretto da infornare

[dfads params=’groups=105&limit=1&orderby=random&return_javascript=1′]

 

«La mia presenza all’incontro con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Luca Lotti fa semplicemente parte del mio ruolo: non ci vedo nulla di strano, vorrei ricordare che sono pur sempre il coordinatore regionale del Nuovo Centrodestra»: Alfredo Pallone giura che l’altra sera fosse a Cassino (leggi qui il precedente) solo in virtù del suo ruolo istituzionale. Non per fare accordi o alleanze con il senatore Francesco Scalia, proprio lui che viene dato invece per vicinissimo al suo ex collega al parlamento Europeo Francesco De Angelis.

«Oggi mi vedrò con Angelino Alfano e poi con alcuni esponenti di Forza Italia di altre regioni italiane, non c’è nulla di strano: la politica è capacità di dialogo; spero che almeno questo me lo riconosciate; non dimenticate le cose che ho fatto e realizzato nel corso degli ultimi anni dal punto di vista del dialogo politico» sottolinea Pallone.

Già il fatto che parli con esponenti di Forza Italia, fossero pure di Abbiategrasso, è pur sempre una notizia: «Non è vero. Dimenticate come sempre che io ho mantenuto i miei rapporti con tantissimi esponenti di Forza Italia, con il presidente Silvio Berlusconi ci diamo ancora del tu». Veramente, a Frosinone non dialoga tanto con Forza Italia: o sta ricostruendo i rapporti pure in casa? «I rapporti con Forza Italia in provincia di esistevano ed erano buoni fino alla notte prima che si formalizzasse l’intesa per la presidenza del Consorzio Asi: non sono stato io a rimangiarmi l’accordo nel corso di una notte. Quella mancanza di rispetto della parola data ha pregiudicato i rapporti e allora li ho ricalibrati su base personale».

Però con loro non si è arrivati a nessuna alleanza nei Comuni ciociari chiamati al voto domenica. «Vogliamo parlare di Sora? E’ stata Forza Italia a rompere l’alleanza di governo con Ernesto Tersigni tentando di far cadere l’amministrazione; nonostante questo, pure ora c’erano margini di dialogo per ricomporre la questione per il bene della città ma Forza Italia ha preferito schierarsi con Fratelli d’Italia e Schietroma, pensando di farmi un dispetto».

Ma alle prossime elezioni comunali di Frosinone allora non starà con il Pd, contro Nicola Ottaviani? «Dobbiamo finirla con questi pettegolezzi. Sono stato io a pretendere, primo in Italia, le primarie per la scelta del candidato sindaco di Forza Italia e fu così che Nicola Ottaviani ebbe la piena legittimazione»

Però, se quello con Luca Lotti era un incontro istituzionale e non carbonaro, magari poteva evitare di nascondersi per non apparire sulle foto… «Io non ci sto alla politica dei selfie, soprattutto perché ne vengono pubblicati solo alcuni ed altri no. Qui siamo arrivati al punto che non posso andare più al bar del mio amico Tucci a Frosinone per fare colazione altrimenti diventa un caso politico se per caso c’è al bancone anche Francesco De Angelis, con il quale abbiamo fatto insieme tante iniziative a vantaggio di questo territorio. Ricordatevi che molte delle cose che hanno tenuto Marchionne in Europa, in Italia ed in questa provincia, si devono alle politiche di Cars 2020 al cui dibattito partecipammo pure io e Francesco».

Se i caffè e gli aperitivi diventano una costante, se poi ci si aggiunge anche un cosciotto d’agnello a casa di Luca Sellari, va da se che il dubbio prenda corpo, o no? «Se prendo un aperitivo con Francesco De Angelis non significa che abbia concluso con lui un accordo politico. E poi, la volete sapere la storia del capretto? Un amico lo aveva regalato al presidente della Saf Mauro Vicano e Luca si è offerto di cucinarlo perché nella casa in cui inizialmente avevamo pensato di metterlo in forno non è stato possibile, in quanto lì una signora non mangia carne e nemmeno vuole che se ne cucini».

Dopo la politica dei due forni, la politica del capretto.

1 commento

I commenti sono chiusi

error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright