La rotta di Pallone dentro Ap tra Lupi e Lorenzin

La convention al Parco dei Principi: Ap tra Berlusconi e Renzi. La posizione di Pallone in vista della conferenza programmatica di Ottobre. La delegazione ciociara attenta a parlare per paura delle spie.

Aveva già il biglietto aereo pronto: destinazione Forza Italia tra le braccia di Silvio Berlusconi (leggi qui ‘Effetto domino, ecco perché Pallone abbracciava Mignanelli’). Maurizio Lupi, capogruppo di Alleanza Popolare a Montecitorio, invece a distanza di un mese esatto da quelle voci si è ritrovato al timone del Partito.

La convention Crescita vs Crisi tenuta al Parco dei Principi a Roma ha ufficializzato le posizioni. Non ha chiarito le linee di un Partito che oggi – più di un mese fa – è attraversato da due correnti contrapposte: chi vorrebbe andare con il Pd di Matteo Renzi e chi vuole tornare con Silvio Berlusconi. In mezzo, ma pochi, ci sono quelli che piuttosto di tornare con l’uno o con l’altro, preferiscono andare da soli alle urne.

 

I CENTO DA FROSINONE

Il dubbio è rimasto anche ad un esperto fiutatore di correnti come Alfredo Pallone, coordinatore regionale Ap del Lazio. Al Parco dei Principi si è presentato accompagnato da un centinaio di persone. A guidare la delegazione c’erano il presidente provinciale del Partito Michele Nardone (il quale non risponde più al telefono, accreditando così la voce secondo la quale gli è stato intimato di «non avere contatti con Alessioporcu.it perché è pagato da Bruno Scittarelli»); il vice presidente della Provincia Andrea Amata (che ad un certo punto dei lavori ha lasciato per tornare a Frosinone, «È andato a telefonare ad Alessioporcu.it e ora gli racconta tutto»), l’ex sindaco di Sora Ernesto Tersigni, l’assessore comunale di Frosinone Pasquale Cirillo con il coordinatore comunale Daniele Colasanti, il consigliere provinciale di Frosinone e comunale di Cassino Massimiliano Mignanelli Fateci caso, quando lui non c’è alle riunioni non esce nulla su Alessioporcu.it), l’ex sindaco di Sora Ernesto Tersigni .

A rappresentare la provincia di Frosinone c’era anche l’Università di Cassino e del Lazio Meridionale. Gli studenti dell’Unicas hanno seguito in diretta streming i lavori ed hanno interagito, insieme ai loro colleghi di altri atenei italiani. Hanno posto domande, chiesto chiarimenti ai ministri presenti ai lavori.

 

LA ROTTA DI ALFREDO

Alfredo Pallone in settimana avrà un incontro congiunto sia con Maurizio Lupi che con Beatrice Lorenzin. Con loro farà il punto sulla situazione politica nazionale. E soprattutto nel Lazio. Dove Pallone ha già tracciato la rotta: niente sconti al Pd, l’appoggio non è scontato, soprattutto dopo cinque anni nei quali nessuno ha mai consultato né coinvolto Ap. Concetto anticipato alla Direzione (leggi qui ‘Pallone rompe con Zingaretti’) e poi negli incontri avuto al Parco dei Principi (leggi qui)

Pallone è stato tra i primi a capire che la designazione di Maurizio Lupi alla segreteria politica – a differenza di quello che potrebbe apparire – non è uno spostamento della rotta di Ap verso Berlusconi. Anche se Lupi è da sempre la punta della componente che è politicamente più vicina al Cav. Anche se è vero che il capogruppo in questi mesi ha lavorato per costruire un’alternativa a Giorgia Meloni e Matteo Salvini, all’interno del solco del Partito Popolare Europeo.

Il documento politico messo a punto da Lupi (insieme a Misuraca, Gentile e Pizzolante) è un chiaro invito a Berlusconi affinché si sganci da Lega e Fratelli d’Italia per costruire insieme ad Alternativa Popolare «un partito di centro moderato, liberale, che tenga insieme laici e cattolici. Questo consentirebbe di marginalizzare le forze anti sistema, come il Movimento 5 Stelle, e quelle populiste di destra, come Lega e Fdi». Insomma, un Partito Popolare Europeo Italiano.

 

I DUBBI DI CHICCHITTO

Le dichiarazioni fatte in questi giorni da Alfredo Pallone vanno tutte in questa direzione. Mirano a tenere nel radar Forza Italia, aumentare le distanze con il Partito Democratico. Senza però chiudere in modo definitivo: addossando al Pd le colpe del disagio politico. «Non siamo mai stati contattati (…) Hanno preferito fare gli accordi con Mario Abbruzzese»

L’apertura fatta da Lupi e sostenuta per ora da Pallone è un ultimo tentativo. «La nostra è l’ultima chiamata a Forza Italia, che ora non ha più alibi, né scuse».

Una posizione che si concilia con quella espressa nelle scorse settimane, nel corso della convention di Fiuggi, da Antonio Tajani. Ma solo fino ad un certo punto. Perché Ap «non ha alcuna intenzione di entrare in un’alleanza di centrodestra dominata dagli estremismi di Meloni e Salvini».

A quel punto?

C’è la posizione assunta da Fabrizio Cicchitto, al quale Pallone è stato sempre legatissimo dal punto di vista politico. Davanti al fallimento della trattativa con Berlusconi, vogliono continuare a stare col Pd. E non intendono andare alle urne da soli (come vorrebbe Lupi) ritenendolo un azzardo.

Appare sempre più chiaro che la designazione di Lupi si solo una sintesi, all’interno di un Partito nel quale le correnti continuano a tirare in direzioni contrapposte.

 

LA CONFERENZA DI OTTOBRE

Sarà la conferenza programmatica da tenere nel corso del mese di ottobre a stabilire in modo definitivo la rotta.

Una rotta tutt’altro che accennata. Nel corso dei colloqui avuti da Alfredo Pallone con i big nazionali è emerso un disegno preciso. Che spiega ora le voci circolate da agosto e secondo le quali Beatrice Lorenzin sarebbe stata la candidata ufficiale di Ap alle Regionali qualora Nicola Zingaretti non si presentasse per il bis nel Lazio. (leggi qui). La prima spiegazione è che Ap inizia da subito a marcare la propria posizione di eventuale alleato autonomo e non di subalterno al Pd. La seconda è che quel nome potrebbe tornare in campo tra non molto. Quando si tratterà di designare il candidato sindaco di Roma da contrapporre a Virginia Raggi.

 

 

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