Stadio della Roma, cosa inguaia il vice presidente della Regione Palozzi (FI) l’ex assessore Civita (Pd) e il M5S

Il vice presidente dell'aula del Consiglio Regionale del Lazio Adriano Palozzi e l'ex assessore Michele Civita sono agli arresti domiciliari nell'ambito dell'indagine sulla realizzazione del nuovo stadio della Roma. Coinvolto anche il capogruppo M5S in Campidoglio

Il vicepresidente del Consiglio Regionale del Lazio Adriano Palozzi (Forza Italia) e l’ex assessore regionale all’Urbanistica Michele Civita (Pd) sono  tra le persone arrestate all’alba nell’ambito dell’inchiesta sulla realizzazione del nuovo stadio della Roma.

Nove gli arresti operati dai carabinieri su disposizione della Procura di Roma: per sei destinatari è stato disposto il carcere, per Adriano Palozzi (coordinatore provinciale di Forza Italia a Roma) e Luca Lanzalone (presidente Acea) sono stati disposti i domiciliari.

Tra gli indagati ci sono anche il capogruppo del M5s in Campidoglio Paolo Ferrara ed il suo collega Capogruppo di Forza Italia Davide Bordoni già presidente del X municipio. Indagato pure Mauro Vaglio, presidente dell’ordine degli avvocati di Roma e candidato al Senato (ma senza risultare eletto) per il Movimento 5 Stelle.

Gli indagati avrebbero ricevuto, in cambio dei favori agli imprenditori, una serie di utilità, tra le quali anche l’assunzione di amici e parenti.

Una promessa e quattro fatture

Adriano Palozzi e Michele Civita rischiano di perdere il seggio in Regione Lazio per una promessa e poche fatture.

Sfogliando gli atti d’indagine si scopre che Michele Civita è sospettato di essersi messo a disposizione dell”imprenditore Luca Parnasi (general contractor per la costruzione del nuovo Stadio della Roma con la sua Eurnova) in cambio della promessa di assunzione di suo figlio in una delle società del gruppo.

Adriano Palozzi invece secondo i magistrati non avrebbe chiesto soldi ma fatture con cui giustificare spese per 25mila euro. Soldi che aveva speso in nero e che aveva la necessità di motivare.

Il provvedimento di arresti domiciliari per Civita e Palozzi innesca anche conseguenze politiche. Se la detenzione dovesse durare a lungo scatterebbe per entrambi la sospensione dalla carica. Al loro posto, in regione entrerebbero due consiglieri supplenti.

L’iter non è rapido. Prevede che la magistratura informi della situazione la prefettura di Roma. Dal palazzo di Governo girerebbero l’informazione alla presidenza del Consiglio dei Ministri. Palazzo Chigi la manderebbe al ministero per gli Affari Regionali, al quale compete l’emissione dell’eventuale decreto di sospensione.

A questo punto inizia il viaggio di ritorno della pratica. L’atto viene inviato di nuovo alla Prefettura e da questa al Consiglio Regionale del Lazio. Che a quel punto procede con la nomina dei consiglieri supplenti.

Al posto di Adriano Palozzi entrerebbe Roberta Angelilli, prima dei non eletti nella lista di Fprza Italia nella Circoscrizione di Roma. Al posto di Michele Civita entrerebbe Simone Lupi, secondo dei non eletti nella lista Pd di Roma. Il primo dei non eletti era proprio Civita, entrato in Regione al posto di Massimiliano Valeriani che si era dimesso dall’aula per andare in Giunta con Nicola Zingaretti per ricoprire l’incarico di assessore ai Rifiuti, Urbanistica e Casa.

L’appoggio a Roberta Lombardi

Nel fascicolo si racconta anche che l’imprenditore Luca Paranasi si impegnò in «attività di promozione in favore del candidato alla Regione Roberta Lombardi». È la candidata schierata dal Movimento 5 Stelle per la presidenza della Regione Lazio contro Nicola Zingaretti.

Perché il general contractor si sarebbe speso per la Lombardi? Il magistrato ipotizza che lo abbia fatto «per ottenere i favori del mondo 5 Stelle e rafforzare i suoi legami con Paolo Ferrara e con Marcello De Vito che gli hanno avanzato tale richiesta in quanto ricoprono rilevanti incarichi nell’ambito dell’amministrazione capitolina, svolgono un ben preciso ruolo nell’approvazione nel progetto dello stadio».

Scrive il giudice delle indagini preliminari che Paranasi punta sulla Lombardi perché oltre che candidata alla Regione è personaggio di spicco del Movimento 5 Stelle a livello nazionale «e quindi destinata a ricoprire ruoli decisionali nel nuovo assetto che si determinerà all’esito del voto».

Lombardi: Lo vidi alla Camera, nessun sostegno

Roberta Lombardi conferma di avere visto Parnasi: una sola volta, in un luogo pubblico ed istituzionale. E nega di avere ricevuto da lui aiuti sotto qualsiasi forma.

«Ho incontrato Luca Parnasi una sola volta, alla Camera dei Deputati dove ho preteso che avvenisse l’incontro, in modo che fosse registrata la presenza. Mi ha parlato dello stadio della Roma, dei suoi progetti futuri imprenditoriali e della sua attività. Poi non c’è mai stato alcun contatto ulteriore, nessun seguito».

La capogruppo regionale del M5S lo dice in un video pubblicato sulla sua pagina Facebook (vedi qui il video) . Nel quale dice, tra le altre cose «Non posso permettere che venga messa in dubbio la mia onorabilità e sulla trasparenza del mio agire politico. Come mi auguro che la magistratura porti avanti la sua attività il più celermente possibile, visto che è stato coinvolto in questa inchiesta anche un nostro esponente politico, il capogruppo in Comune Paolo Ferrara».

Raggi, dimettiti

Il deputato Dem Michele Anzaldi chiede le dimissioni della sindaca Virginia Raggi. «Ha mostrato la sua totale incapacità’ non soltanto ad amministrare la città, ma anche a tenerla al riparo da corruzione e condotte ritenute illecite dai magistrati. Altro che onestà! Dopo Marra, un altro arrestato per corruzione è stato portato dalla sindaca Raggi nelle stanze di comando del Campidoglio, l’avvocato Lanzalone».

Il deputato sottolinea le parole del procuratore Ielo. Secondo il quale “Tutta la corruzione inizia da quando arriva Lanzalone a preoccuparsi del progetto”. Sottolinea Anzaldi: «A voler dare tutto in mano a Lanzalone, avvocato che arrivava da Genova senza alcuna legittimazione politica o elettorale, sono stati proprio la Raggi e i cinquestelle. Mentre Lanzalone, in accordo con la Raggi, stravolgeva il progetto dello Stadio, incassava da Parnasi consulenze per 100mila euro e utilita’ per il suo Studio. Dopo avergli fatto gestire la trattativa dello Stadio, lo hanno premiato con la presidenza di Acea».

Aracri: ai tavoli andarono i dirigenti

L’ex senatore Francesco Aracri evidenzia che il progetto di Stadio deriva da una legge speciale nazionale. «Questo vuol dire che l’iter amministrativo non è passato nelle Commissioni regionali, ma è stato affrontato nell’ambito della conferenza dei servizi, alla quale partecipano dirigenti e funzionari regionali, non i consiglieri regionali».

Fazzone: Luce negativa su politica

Per il coordinatore regionale di Forza Italia del Lazio Claudio Fazzone la notizia dei nove arresti «gettano luce negativa sulla politica e su chi la rappresenta. Che mai deve sottrarsi all’unico ruolo che è chiamato a svolgere. E cioè fare l’esclusivo interesse dei cittadini nel rispetto assoluto della legalità e della trasparenza».

Fazzone non entra nel merito dell’indagine. Ma si dice sicuro che Adriano Palozzi «saprà dimostrare la sua totale innocenza ed estraneità ai fatti».