Novanta giorni dentro sono troppi anche per Armando Cusani


di Alessandro PANIGUTTI
Direttore Latina Oggi

 

 

Il 16 aprile sarà il 90esimo giorno di carcerazione preventiva scontato dall’ex Presidente della Provincia e sindaco di Sperlonga, arrestato con l’accusa di turbativa d’asta e corruzione.

Armando Cusani, a dispetto di chi invoca l’obiettività dei giornalisti scambiandola per qualcosa che somiglia all’assenza di giudizio, non è propriamente uno dei politici visti di buon occhio da Latina Oggi. Negli anni ci ha imbottiti di querele sperando facessimo la fine di un kamikaze, ma non siamo esplosi e siamo ancora qui.

Ciò nonostante, troviamo che dopo tre mesi la permanenza di Cusani in via Aspromonte sia ormai una forzatura cui vada posta fine. Se non altro perché in tanti anni passati ad inseguire la cronaca non ci è mai capitato di assistere a tanta severità nei confronti di un presunto colpevole di reati che non sono di competenza di una Corte di Assise.

Armando Cusani è ancora dentro perché non si è dimesso dalla carica di sindaco di Sperlonga? Per noi avrebbe dovuto dimettersi più volte quando era un libero cittadino, figuriamoci adesso. Ma se dobbiamo essere coerenti con noi stessi, meglio un irriducibile di un pentito. E soprattutto, attenti a non farne un martire.

Mandatelo a casa, perché se il personaggio è quello che pensiamo noi, non sarà la carcerazione preventiva a farlo ravvedere. Tanto zelo potrebbe invece cambiare la nostra percezione della giustizia.

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