Paolo Iannuccelli ed il suo doppio: la storia che non esiste (di F. Dumano)

FOTO: Copyright Archivio Piero Albery

Una famiglia antica. Che ha dato tanto alla cultura. Oggi a rappresentarla è Paolo Iannuccelli: un po' filosofo, un po' teologo, un po' economista. Concentrato di storia e di storie.

Fausta Dumano

Scrittrice e insegnante detta "Insognata"

Quello che segue è il ‘Racconto in bianco e nero’ su Paolo Iannuccelli, pubblicato il 7 aprile scorso e poi ‘sparito’ dal web. È stato immediatamente ritirato quando è stato chiaro che… i Paolo Iannuccelli sono due. Questa rubrica si basa su due elementi: le foto dell’incredibile archivio di Piero Albery ed i miei ricordi d’infanzia, attraverso i quali Alessioporcu.it ha lanciato una sorta di ‘Progetto della Memoria’ di Arpino: un’arca dei ricordi, nella quale tratteggiare i personaggi che hanno caratterizzato, spesso con la loro normalità, un’epoca. Ma i ricordi, talvolta non sono nitidi. Com’è accaduto in questo caso. Nel senso che: i Paolo Iannuccelli esistiti in quel periodo ad Arpino erano due, i ricordi in Bianco e Nero si sono sovrapposti. E ne è venuto fuori il mix di due storie, tratteggiando un personaggio nella realtà mai esistito, composto da un po’ dell’uno ed un po’ dell’altro.

Il Paolo della foto si narra sia andato ad Arpino impaziente per far leggere un racconto che aveva migliaia di like. Dicono si sia fatto un sacco di risate bonarie, poiché gli ho attribuito atti e parentele che non lo riguardano. Lui è il Paolo della foto, quello delle conferenze arpinati, quello spirituale quello che piace alle mie amiche.

L’altro Paolo, quello che è il nipote del commendatore Iannuccelli non ha foto nell’archivio di Piero: si occupa di Editoria, Comunicazione e sport. Svolge attività di volontariato. Amante dei viaggi, ha visitato più di cento paesi. nella sua pagina trovate una foto dell’ arco a sesto acuto in cui spiega i legami con Arpino.

Alla fine, insomma, ho creato un terzo Paolo: che non esiste. Una specie di Mark Caltagirone. Spero che i due Paolo Iannucceli originali non se ne siano avuti a male: si è trattato solo di una sovrapposizione dei ricordi di bambina. Grazie ad entrambi per la loro pazienza.

Per correttezza rimettiamo on line l’articolo: avvertendo che il Paolo Iannuccelli di cui tratta non esiste e non è quello della foto: che però, di fronte all’equivoco, si è fatto tante grasse risate.

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Cappelletto e barba. Un personaggio unico: un po’ filosofo alla Benedetto Croce, un po’ teologo grazie al magistero di Scienze Religiose, un po’ economista della scuola del Monti. Paolo Iannuccelli prega spesso, meditando.

Vive tra la Liguria e Arpino. Nel palazzo di famiglia. Uno storico: con la sua autorevolezza è intervenuto nella diatriba che periodicamente si accende sull’eredità di Cicerone: ha ribadito in modo chiaro che Cicerone è patrimonio di Arpino, non di Formia.

La storia scorre nel suo sangue. Suo nonno Edoardo ha scritto tantissimo, facendo conoscere la storia di Arpino, a lui si deve la scoperta del Gizziello, ma questa adesso è un’altra storia. Il nonno ha permesso la realizzazione del monumento di San francesco Saverio Maria Bianchi, un monumento realizzato con una sottoscrizione collettiva. Ricordi in bianco e nero, anche la mia famiglia contribuì, come risulta dagli opuscoletti che pubblicava.

Del nonno a casa mia c’è una vasta documentazione cartacea. Non solo dei suoi libri ma anche di una poesia, che mi ha dedicato per la mia prima comunione. Il nonno era molto amico del mio papà, la domenica si mangiava spesso al Cavalier d’Arpino. Al nonno si deve l’idea di aver creato quell’affaccio oggi chiamato Belvedere, una sorta di terrazza da dove guardare la vallata.

Lo zio Silvio durante la Seconda Guerra Mondiale era procuratore capo ad Asmara, a lui si deve l’aver salvato i beni della comunità italiana, prima dell’arrivo degli inglesi. Pagine di storia da scoprire.

La famiglia ha il suo ceppo di antenati nel 1500 con il nome Ianua Coeli, i documenti sono negli archivi pastorali delle chiese. Nelle giornate del Fai il palazzo della famiglia Iannuccelli si apre al pubblico per la famosa cloaca. I portoni vengono spalancati al pubblico anche in occasione di iniziative organizzate da Paolo: convegni, sul il mistero di Atlantide ed altre sue ricerche.

Anche Paolo è uno di quelli che non resiste, pur non essendo nato ad Arpino, è stato stregato e torna spesso da protagonista attivo. Un fascino spirituale che ha attratto diverse donne della generazione precedente alla mia. Ancora oggi con la sua spiritualità meditativa è un punto di riferimento.

Ricordi in bianco e nero, la famiglia Iannuccelli, una storia da conoscere: sarebbe il caso di censire l’enorme produzione del nonno. A lui tra l’altro si deve la riscoperta della poetessa Vittoria Colonna, a cui è dedicata una delle vie principali del paese. E dedicare una via anche a lui sarebbe un atto di giustizia, il giusto riconoscimento per le tante cose regalate alla conoscenza della collettività. Il modo migliore per iniziare a ricordare l’opera. E trasmetterla ai giovani.

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