Palazzi, parchi e schiumate: l’ultima parola ai politici (di L. D’Arpino)

La cultura del verde sembrava avere trovato spazio a Frosinone. Ma ora intorno a Parco del Matusa e Villa Comunale potrebbe arrivare una colata di cemento

Luciano D'Arpino
Luciano D'Arpino

Giornalista, Regista e Autore teatrale, dirige la redazione di Frosinone de 'Il Messaggero'

Luciano D’Arpino per Il Messaggero

Settimana nera per l’ambiente quella appena trascorsa: dopo le schiumate nel Sacco, veri e propri attentati ambientali di cui ancora non si conoscono i veri responsabili, si è assistito allo scaricabarile tra Regione e Ministero sulle bonifiche da fare, con il risultato stucchevole che ancora non si sa quando e come partiranno gli interventi concreti. Il tutto nonostante, come è stato annunciato, vi siano 40 milioni di euro a disposizione.

A Frosinone, invece, la situazione appare ancora più surreale e un sogno rischia di diventare un incubo: è quello del parco del Matusa dove potrebbero sorgere al proprio interno dei palazzi: case, uffici e negozi laddove c’erano le Curve. Il sindaco Ottaviani ha dichiarato più volte che non avrebbe mai permesso di edificare alcunché in quell’area appena inaugurata al centro della città. Ora, però, dopo la sentenza del Tar, che ha accolto il ricorso del privato, il Consiglio comunale dovrà pronunciarsi a breve, formalmente, sulla proposta di edificazione. Cosa faranno i consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione? Entro poco tempo ci sarà la risposta. Altrimenti? Altrimenti la darà un commissario ad acta, che in questo caso sarà il prefetto.

Un altro parco infine, quello della Villa comunale, appare destinato a vedersi sorgere accanto un complesso edilizio da 34.854 metri cubi (80% residenziale e 20% non residenziale) denominato i Portici. Palazzi e Portici, quindi, all’orizzonte quando la cultura del verde sembrava aver avuto il sopravvento su quella del mattone.

Ora, invece, si scopre che potrebbe essere stata soltanto un’illusione.

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