La guerra per il Parco ed il test sulle nuove alleanze

Lo scontro frontale tra i big dei Partiti. In campo De Angelis (con Buschini e Battisti) alleato di Fazzone contro Pompeo - Quadrini - FdI. Tutto per il Parco dei Monti Ausoni. Perché è così importante. E come si legge il 4-1 finale della votazione. Presidente eletto per 30 millesimi

Una sola battaglia e tre conflitti politici. Senza quartiere, senza esclusione di colpi, senza prigionieri. È successo di tutto nello scontro per l’elezione del presidente della comunità del Parco dei Monti Ausoni e Lago di Fondi. La minuscola entità è diventata all’improvviso come quelle città che in una notte si trovano sulla linea del fronte e tutti iniziano a cannoneggiarla, senza avere alcunché da conquistare. Sono state truppe pesanti a scendere in campo: quelle del leader di Pensare Democratico Francesco De Angelis e del presidente dell’Aula regionale Mauro Buschini con il Consigliere regionale Sara Battisti; quelle del leader di Base Riformista e presidente della provincia di Frosinone Antonio Pompeo; le divisioni corazzate del senatore Claudio Fazzone (coordinatore regionale di Forza Italia) ed i panzer di Gianluca Quadrini (capogruppo azzurro in Provincia di Frosinone); gli arditi di Nicola Procaccini.

Mauro Buschini

Tutti contro tutti. In un continuo cambio di fronte. E di alleanze. Per un pomeriggio, il gotha della politica del Sud Lazio si è fronteggiato: non per il controllo d’un ente che ha un bilancio ed una mission appena visibili in confronto ai colossi sui quali manovrano i protagonisti della giornata. Si sono lanciati in un corpo a corpo, con la baionetta tra i denti, per ribadire l’egemonia politica, stabilire i rapporti di forza, difendere le trincee delle sezioni e dei circoli.

Ma quanto conta il Parco?

Cosa ha di particolare il Parco dei Monti Ausoni e Lago di Fondi?

C’è un primo aspetto: sentimentale. Quel parco è una creatura di Mauro Buschini: nel 2013 era composto da pochi Comuni e dal lago di Fondi. Buschini e De Angelis indicarono a presiederlo l’avvocato Bruno Marucci, alatrense di totale fede deangelisiana dai tempi della Fgci, tra coloro che lanciarono il giovane Buschini come assessore nella giunta Cittadini nel remoto 2000.

Tra il 2013 ed il 2017 vennero chiuse (sotto la penna di Lucio Migliorelli attuale presidente Saf ed al tempo raffinato estensore degli emendamenti per Buschini sia come presidente della Commissione Bilancio e poi assessore all’Ambiente) la Riserva di Isoletta d’Arce, la Riserva del Lago di Canterno e le Grotte di Pastena. Le competenze vennero trasferite al Parco, che in un sol colpo passò dall’essere uno dei più piccoli e giovani ad uno dei parchi più grandi d’Italia: dal mare di Fondi alle montagne dell’Abruzzo, passando per Canterno e dunque includendo dentro Ferentino.

Antonio Pompeo

Fondi e Ferentino: che sono il fortino elettorale di Claudio Fazzone e quello di Antonio Pompeo.

Ecco allora l’aspetto politico. I quasi 13mila ettari del Parco si estendono su Comuni al confine tra le province di Frosinone e Latina. Lo compongono Amaseno, Castro dei Volsci, Collepardo, Fondi, Lenola, Monte San Biagio, Pastena, Roccasecca dei Volsci, Sonnino, Terracina, Vallecorsa. Sono strategici per le elezioni. Per le Provinciali e per le Regionali, per i Congressi di Partito e per decidere i rapporti di forza interni.

E per cementare le alleanze trasversali, quelle che si sviluppano sotto al tavolo e che per coerenza non bisogna mai dire.

I nuovi Collegi

C’è un dettaglio a rendere molto importanti quelle nuove alleanze sotto il tavolo: i Collegi elettorali sono in fase di cambiamento. I senatori ed i deputati non si eleggeranno come avveniva prima. La Legge elettorale è in via di definizione. Intanto ci si sta portando avanti con i Collegi.

Ed una delle ipotesi prevede che le province di Frosinone e Latina vengano smembrate sotto il profilo elettorale per essere riassemblate tra loro. Cassino potrebbe costituire un collegio unico con Fondi, Formia e Gaeta; Frosinone potrebbe finire con Terracina. Il Nord delle due province potrebbe fare un Collegio con il Sud della Provincia di Roma.

Il che imporrà accordi del tutto nuovi.

Alleanze trasversali

Sara Battisti

È stato così che per quel Parco creato da Mauro Buschini si sono venute a creare due alleanze trasversali.

Su un fronte i Dem di Francesco De Angelis e Mauro Buschini con gli azzurri di Claudio Fazzone. Sull’altro fronte le truppe Dem di Antonio Pompeo con quelle berlusconiane di Gianluca Quadrini ed i Fratelli d’Italia di Nicola Procaccini. Ognuno mosso da una passione e da un obiettivo strategico, non necessariamente in sintonia con l’alleato.

Perché a Quadrini interessa indebolire Claudio Fazzone, il suo ex mentore in Forza Italia e che lo ha sospeso dalla carica di vice coordinatore regionale, innescando una lotta senza quartiere arrivata fino ad Antonio Tajani.

A De Angelis e Buschini interessa ridurre in un’enclave Antonio Pompeo e la sua componente minoritaria. A Pompeo, per contro, interessa dimostrare che la sua dimensione è tale da squilibrare ogni gioco politico intessuto da Pensare Democratico.

Fazzone e Procaccini si sono scontrati nelle recenti elezioni comunali di Terracina e di Fondi: ognuno ha vinto a casa sua ma ha cercato di coonquistare il fortino dell’altro.

La votazione finale

NICOLA PROCACCINI FOTO © CARLO LANNUTTI / IMAGOECONOMICA

Ce n’è abbastanza per mettere in campo le truppe d’elite. Nelle ore scorse i Comuni soci si sono riuniti per eleggere 2 dei 4 consiglieri di amministrazione, gli altri 2 li indicherà il consiglio regionale.

Mauro Buschini ha già messo il sigillo: Il presidente è stato confermato da Nicola Zingaretti: ancora una volta è l’avvocato Marucci. Ma il rischio era quello di ritrovarsi con un Consiglio ostile, capace di imporre una linea differente.

Il gioco delle alleanze è andato avanti fino all’ultimo voto. Tra preferenze ponderate e secche. La votazione per la presidenza d’Aula del parco con Quadrini candidato è finita 12 a 12. Una parità che ha costretto, a norma di Statuto, a contare i voti attraverso il metodo ponderato. Determinando così il nome del presidente per appena 30 millesimi.

Chi vince e chi perde

Il risultato politico? Claudio Fazzone ha dovuto fare squadra, rinunciare ad un Consigliere e cederlo a Buschini – De Angelis. Che hanno eletto Sorteni. Per contro, grazie a quell’intesa, Fazzone porta a casa l’elezione del presidente e del vice presidente fazzoniani: il presidente è di Monte San Biagio e il vice è di Fondi.

Foto © Carlo Lannutti / Imagoeconomica

L’asse De Angelis – Buschini – Battisti / Fazzone porta a casa Presidenza, vice presidenza dell’ente (che sono di nomina regionale e non erano in votazione ieri, ma sono il frutto dell’accordo). Più il controllo del CdA, con il voto delle ore scorse: 4-1 senza palla al centro.

Ma è altrettanto vero che la partita sul campo era per eleggere 2 dei 4 consiglieri. E quella partita è finita 1-1: uno all’asse De Angelis/Fazzione, uno all’asse Pompeo/Quadrini.

Quadrini può rivendicare di avere costretto Fazzone a rinunciare ad una pedina obbligandolo ad allearsi con Pensare Democratico pur di mantenere il controllo dell’Aula.

Pompeo può vantare di avere tenuto fino alla fine un braccio di ferro nel quale ha dimostrato di poter stare in campo: la sua alleanza elegge un consigliere. Cioè la metà della posta in palio.

È una vittoria o una sconfitta quel 4-1? È una vittoria o una sconfitta quel 1-1? Questione di punti di vista.

Resta da capire se nel gioco degli equilibri sia tanto o poco il fatto che Pompeo e la sua alleanza abbiano raccolto un consigliere. Se sia tanto o poco il numero dei Comuni che hanno seguito l’uno e l’altro schieramento. Se sia tanto o poco per Fazzone e De Angelis avere dovuto fare massa comune altrimenti nessuno dei due avrebbe vinto. (Leggi qui Le strategie di Pompeo e la porta chiusa di Buschini).

Dopotutto è stata solo una battaglia di retrovia. I colpi veri si sentiranno quando si conoscerà la geografia dei nuovi Collegi.

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