Parisi si prepara al dopo Regione: incontra +Europa, no all’Azione di Calenda

L'ex candidato governatore del Lazio schierato dal centrodestra contro Nicola Zingaretti cerca un terreno comune con +Europa. No ad Azione di Calenda, "troppo vicina al Pd"

In Regione Lazio sta con il centrodestra: Stefano Parisi ne è stato il candidato contrapposto a Nicola Zingaretti e ne è attualmente il portavoce ufficiale. A livello nazionale prova a dialogare con i radicali di +Europa. Il leader di Energie per l’Italia, in vista dell’appuntamento di domani a Milano organizzato insieme al segretario di +Europa Benedetto Della Vedova, ha spiegato che si tratta “soprattutto di un tentativo di ragionare sui contenuti“.

Il dubbio è legittimo: Stefano Parisi resta nel centrodestra? O sta iniziando a studiare una collocazione alternativa, in vista dei prossimi appuntamenti elettorali di primavera, se dovesse cadere il Governo?

Stefano Parisi

«Oggi – spiega il leader di EpI – sia il centrodestra che il centrosinistra, al di là delle questioni sull’immigrazione, sono allineati sulle politiche economiche: aumentano il deficit, non tagliano la spesa, sono per rimettere l’Iri e salvare Alitalia con i soldi pubblici, difendono il codice degli appalti e l’Anac. L’Italia è bloccata da politiche economiche, che sono omogenee. L’unica realtà con cui troviamo un dialogo sono gli amici di +Europa che non appoggiano infatti il governo giallo-rosso“.

La riserva di lusso

È chiaro che Parisi sta cercando un terreno comune con il quale aggregarsi. L’esperienza con il centrodestra regionale è stata una chiamata in campo fatta da una coalizione sull’orlo della disperazione, incapace di esprimere un candidato alla Pisana, paralizzata dai veti incrociati.

Competeva a Forza Italia esprimere il nome del candidato da contrapporre a Nicola Zingaretti. Non ne aveva uno. Era arrivata a precettare Maurizio Gasparri, innescando il niet di Antonio Tajani che non voleva la crescita di una figura che nel Lazio potesse reclamare poi la leadrship azzurra. È lo stesso criterio che ha azzoppato la candidatura di Fabio Rampelli tra le file di Fratelli d’Italia. Identico criterio che ha mosso la coalizione a dire no al nome di Sergio Pirozzi, l’allora lanciatissimo sindaco di Amatrice costretto a candidrsi governatore con un suo movimento civico denominato Lo Scarpone.

A due settimane dalla scadenza per la presentazione delle liste, dalla panchina delle riserve di lusso era stato fatto scaldare Stefano Parisi. (leggi qui Fumata bianca, il candidato nel Lazio è Stefano Parisi. Chi è).

Fine della partita

La partita delle regionali ora volge al termine. Energie per l’Italia rischia di dissolversi. Per questo Stefano Parisi cerca interlocutori con cui aggregare un progetto politico capace di raggiungere la soglia di sbarramento capace di eleggere un parlamentare.

Stefano Parisi

Partiamo da una domanda: si sono dimenticati del nord? Questo non vuol dire non pensare al sud, ma riguarda il non occuparsi del rilancio del Paese, ma solo di politiche assistenziali, vedi il reddito di cittadinanza“- ha detto Parisi.

Populista o antipopulista? «Esiste – spiega Parisi – una nuova via, non populista, per far ripartire il Paese. Non so dove mai ci incontreremo, ma in una politica che parla per slogan noi parliamo di argomenti“.

Dialogo con +Europa, distanze siderali con ‘Azione’, la nuova creatura lanciata la settimana scorsa da Carlo Calenda: “Noi e +Europa abbiamo parlato con lui ma la sua proposta è legata al Pd, vuole costruire una costola liberale del Pd e noi non siamo d’accordo“.

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