I Partiti e l’esodo degli scontenti

Non ci sono spazi di visibilità disponibili per tutti. Ma soprattutto, prima dell’esito del referendum del prossimo 4 dicembre, sarà complicato e difficile ipotizzare gli scenari. Perché se dovesse vincere il no, non soltanto il governo Renzi rischia di andare a casa (nonostante il premier dica il contrario), ma a quel punto il Senato resterebbe come è adesso e le Province potrebbero tornare agli antichi splendori.

Intanto però il tasso di conflittualità all’interno dei partiti, e delle singole aree, è alle stelle. Per esempio, nella componente del Pd che fa capo al senatore Francesco Scalia: il duello al sole tra Antonio Pompeo e Domenico Alfieri è appena cominciato. (leggi qui l’analisi e leggi qui le dichiarazioni)

L’esito del referendum, però, sarà fondamentale pure per capire con quale legge elettorale si tornerà al voto: Italicum, Consultellum o altro?

La verità è che gli spazi non ci sono per tutti. Prendiamo il Pd: ad una candidatura parlamentare aspirano Francesco Scalia, Nazzareno Pilozzi, Maria Spilabotte, Francesco De Angelis, Sara Battisti. Un pensierino potrebbe farlo anche Simone Costanzo. Magari pure Giuseppe Golini Petrarcone visto quello che è successo alle elezioni comunali di Cassino.

Spazi zeppi pure alle regionali: Mauro Buschini, Marino Fardelli, Antonio Pompeo, Barbara Di Rollo, Michele Marini, Domenico Alfieri. Anche in tal caso bisognerà aspettare di capire con quale legge elettorale si andrà alle urne.

In Forza Italia è più semplice lo schema, ma ugualmente complicato sarà far “incastrare” i tasselli.

Il primo a scegliere sarà il consigliere regionale Mario Abbruzzese (Camera o Regione), poi toccherà al sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani, quindi a Danilo Magliocchetti e Pasquale Ciacciarelli. In quota rosa c’è Alessia Savo, che però da mesi appare lontana dal partito. Una collocazione la rivendica pure il presidente della Comunità Montana di Arce Gianluca Quadrini: molti pensano che sarà solo un portatore di acqua, lui glielo lascia credere e intanto lavora sperando di mettere a segno il colpaccio.

Tutti vogliono avere una possibilità, ma soltanto pochissimi se la giocheranno. I Partiti non riusciranno a contenere l’esodo degli scontenti.

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