I partitini si moltiplicano, i big tremano

Già i Partiti in Italia hanno compiuto il miracolo di moltiplicarsi con il sistema maggioritario che avrebbe dovuto annientarli, figuriamoci con il ritorno al proporzionale.

 

Indipendentemente dalle soglie di sbarramento, che comunque non scattano in ogni tipo di elezione, il drenaggio di voti presenta un rischio enorme per le formazioni più grandi: diminuire il consenso dei partiti grandi e di conseguenza rendere incerta l’elezione dei vari big a livello territoriale.

 

Gli esempi non mancano: il Partito Democratico non è più al 40% delle Europee del 2014, ma veleggia intorno al 26%. Dovrà fare i conti con Mdp Articolo 1 di Roberto Speranza, Pierluigi Bersani e, soprattutto, di Massimo D’Alema, il quale sta facendo un porta a porta spietato in ogni angolo d’Italia perché sa che ogni voto tolto al Pd indebolisce la premiership di Matteo Renzi. Ma alla sinistra del Pd ci sono pure Campo Progressista di Giuliano Pisapia, Sinistra Italiana di Nicola Fratoianni, ma pure il vecchio nuovo Pci, l’inossidabile Partito della Rifondazione Comunista e a tante altre realtà radicali. Senza dimenticare il Psi.

 

Al centro dello schieramento tra ex Udc, alfaniani di Ncd-Alternativa Popolare (leggi qui), rediviva Dc e molto altro, il campo è affollato.

 

Nel centrodestra, oltre al derby Forza Italia-Lega, ci sono i Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Ma attenzione a Casapound, Forza Nuova e a tutte quelle formazioni di destra che soffiano sul fuoco delle paure e delle insicurezze degli italiani. A livello nazionale sarà complicato formare un Governo, anche perché i Cinque Stelle, accreditati non oltre il 28% (prima forza politica secondo i sondaggi) sono lontani anni luce da quel 40% che darebbe loro la maggioranza assoluta. Le larghe intese saranno inevitabili.

 

Sul piano locale, per esempio alle regionali, le formazioni più piccole toglieranno voti ai candidati dei partiti più grandi. Mauro Buschini, Marino Fardelli, Antonio Pompeo, Simone Costanzo (Pd: ma se ne candideranno solo due) dovranno fare i conti con Massimiliano Massimi (Mdp), Daniela Bianchi (Insieme). Ma pure con tutti coloro che si candideranno con i rispettivi partiti. Perfino con la lista civica di Nicola Zingaretti.

 

Stesso discorso per Mario Abbruzzese, Pasquale Ciacciarelli, Danilo Magliocchetti (Forza Italia). Costretti a duellare con Fratelli d’Italia e con Noi con Salvini (Fabio Forte ha già le foto da stampare sui 6 x 3 per le Regionali).

 

Alla fine scatteranno sempre gli stessi seggi in provincia di Frosinone. Ma attenzione: l’abbassamento di voti per tutti potrebbe comportare enormi sorprese. I favoriti sono un po’ meno favoriti.

 

§
error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright