Il Partito dei sindaci o i sindaci dei Partiti?

Nicola Ottaviani, Carlo Maria D’Alessandro, Roberto De Donatis, Giuseppe Morini, Fausto Bassetta, Roberto Caligiore, Vincenzo Quadrini e via di questo passo.
 Tra poche ore saranno i sindaci del territorio a votare o meno il piano tariffario dell’acqua.

Impossibile prevedere come andrà a finire, ma il Partito Democratico e Forza Italia cercheranno di imporre la propria linea, non scartando però la possibilità di un accordo.

I sindaci stanno riconquistando il ruolo di venti anni fa e se riusciranno a dire la loro sganciandosi dai partiti potrebbero addirittura rilanciare il partito dei sindaci.

In alternativa ai sindaci di partito.

Le elezioni comunali hanno dimostrato che in Italia la gente vota sull’onda del malcontento, della rabbia, della speranza di un cambiamento. Ma non vota più, questo è certo, per ordini di scuderia dei partiti.

L’amministrazione è poi un’altra cosa e probabilmente Beppe Grillo starà maledicendo la vittoria di Virginia Raggi a Roma. Pensando alle future elezioni politiche.

I sindaci hanno la possibilità, anche in Ciociaria, di dettare la linea. Ma se dovessero scannarsi sui sofismi di lana caprina e fallire ancora, allora i primi a festeggiare sarebbero i leader dei partiti.

Perché alla fine nessuno sopporta l’ombra.

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