Partito Democratico, storia di un feeling mai nato

FOTO © AG ICHNUSAPHOTO

De Angelis rimpiange Scalia, Buschini e Battisti su tutte le furie: la frattura con Pompeo è irrimediabile. Anche Costanzo nel mirino di Pensare Democratico. Non ci sono spazi per una ricomposizione vera.

Di colpo la situazione è tornata all’estate del 2014, vale a dire a sei anni fa. Quando nel corso di una infuocata riunione presso la sede della federazione del Pd (allora in via Licinio Refice, a Frosinone) si consumò la frattura tra Francesco De Angelis e Antonio Pompeo. L’unica differenza è che allora Simone Costanzo (segretario) stava con De Angelis.

La frattura nel Pd è profonda. Potrà anche succedere che alla fine venga ricomposta. Ma in realtà ci sono due Partiti diversi che non si incontrano mai. La Commissione Congressuale aveva votato a maggioranza: 7 sì e 3 astenuti (componente Pompeo-Costanzo). Ancora una volta è successo che chi perde non accetta il verdetto della maggioranza. E prova a rimettere in discussione tutto. (Leggi qui Pd, braccio di ferro tra le correnti).

LUCA FANTINI

De Angelis ha ricordato che anche nei circoli di Ceccano e Pontecorvo si è votato per stabilire la linea. Dunque, perché contestare? Antonio Pompeo e Simone Costanzo chiedono pari dignità, ma poi succede che Pensare Democratico (largamente maggioritario) impone la forza dei numeri. Semplicemente perché ha più numeri. Dunque, che senso ha parlare di superamento delle correnti? Ma che senso ha anche rivolgersi a Nicola Zingaretti e Bruno Astorre se alla fine prevalgono i numeri di chi ha la maggioranza? (leggi qui Caos Pd. Pompeo e Costanzo rompono: “Non erano questi gli accordi”)

La verità è più semplice. Non c’è un Partito unito, ce ne sono due che ogni tanto scoprono di non avere nulla  in comune. Base Riformista, la componente dei renziani rimasti nel Pd (alla quale fa riferimento Pompeo), a livello nazionale dialoga con Zingaretti. Poi ci sono pure delle polemiche, come quella del sindaco di Bergamo Giorgio Gori. Ma non viene messa in discussione la militanza nello stesso Partito.

In Ciociaria è diverso. Nel 2014 Antonio Pompeo è diventato presidente della Provincia “contro” una parte del Pd, sostenuto da Forza Italia e dal Nuovo Centrodestra. Oggi alla Provincia ha un accordo di ferro con Fratelli d’Italia. Francesco De Angelis ha concluso spesso accordi trasversali. Fra loro però faticano a trovarsi.

COSTANZO E DE ANGELIS

La rappresentanza nel Partito avviene in base ai voti che si ottengono nelle stagioni congressuali. Pensare Democratico stravince. Antonio Pompeo e Simone Costanzo rimproverano alla componente di De Angelis di lasciare pochi spazi. Ma è inevitabile in una dinamica democratica.

Adesso però la situazione è precipitata. Francesco De Angelis, dopo aver mediato per mesi, si è stancato. E vuole fare il Congresso. Rimpiange Francesco Scalia. Mauro Buschini e Sara Battisti sono su tutte le furie. Pronti ad andare alla conta.

Antonio Pompeo e Simone Costanzo cosa faranno se non avranno risposte? Potrebbero non avere altra scelta che mettersi fuori dal Partito.

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