Se la credibilità del Partito Nuovo di Zingaretti passa per Frosinone

Il Partito Nuovo di Nicola Zingaretti ed il rischio che ad edificarlo siano i protagonisti del vecchio modello. Perché nel frattempo i congressi sono stati congelati dalla pandemia. I casi emblematici. Sui quali occorre un'accelerazione. Altrimenti è a rischio la credibilità dell'intero progetto

La credibilità politica del Partito nuovo teorizzato da Nicola Zingaretti si gioca nel giardino di casa. A Frosinone. È lì che stanno la possibilità e l’urgenza di sperimentare la svolta tratteggiata dal Segretario nazionale ma poi rimessa nel cassetto a causa della pandemia.

Nicola Zingaretti lo ha ribadito non più tardi di qualche giorno fa, a margine della Direzione Nazionale del Partito Democratico. Durante la quale il Segretario ha voluto inviare un messaggio forte a tutto il Pd: riorganizziamoci perché la società in questo momento di crisi ha bisogno di ognuno di noi.

Ha chiesto di reinventare completamente la funzione del Partito Democratico, lasciando nel passato il Partito delle tessere e delle correnti contrapposte, cedendo il passo ad un Partito vicino ai cittadini che non lasci solo nessuno.

Nicola Zingaretti © Imagoeconomica / Carlo Lannutti

Ecco cosa significa il Partito nuovo, diverso completamente da un Nuovo Partito che sarebbe solo un’operazione cosmetica e di facciata per lasciare tutto come prima.

Il Segretario ha intuito con chiarezza che non ci si può permettere di perdere tempo. Ed il segnale lo ha dato quando ha detto “la sfida cui ci troviamo a dover far fronte è persino più difficile di quella terribile che abbiamo appena vissuto. Ora si tratta di essere il principale motore della rinascita nazionale. Davvero non possiamo sbagliare ed occorre tra noi chiarezza”.

Con altrettanta forza, un altro segnale Nicola Zingaretti lo ha dato nelle ore scorse a Frosinone. Quando ha detto «Bisogna smetterla di avere un atteggiamento solo di attesa: che la rinascita cominci. Dobbiamo iniziare a sporcarci le mani per farla iniziare. Noi iniziamo da qui, da Frosinone: è il nostro contributo all’Italia ed alla ripresa, ad un’Italia che deve andare più veloce, deve produrre di più, deve fare di più, deve riaccendere subito i suoi motori».

Il Segretario ipotizza un’assemblea nazionale per luglio. C’è però un rischio. E proprio Frosinone è il luogo sul quale fare una riflessione. Chi andrà a quell’assemblea nazionale? Con molta probabilità sarà la prima assemblea che avrà una larga partecipazione telematica con cui evitare al massimo i rischi di contagio. Ma in ogni caso, a Roma o davanti al computer, rischia di andare una classe dirigente che ha rappresentato ottimamente il Pd com’era prima. E non quel Partito Nuovo che deve riorganizzare dalle radici e nell’anima il Pd.

Il Congresso Provinciale proprio in questi giorni avrebbe dovuto eleggere il suo nuovo gruppo dirigente. Già individuato con un accordo unitario costruito faticosamente da Francesco De Angelis (Pensare Democratico) con Antonio Pompeo (Base Riformista), dialogando con le altre sensibilità interne.

Luca Fantini e Domenico Alfieri © AG IchnusaPapers

Il nome del nuovo Segretario Provinciale è scritto: si chiama Luca Fantini, attuale Segretario dei Giovani Democratici, dotato di schiena dritta ed autonomia di pensiero dimostrate in tempi non sospetti. Nessuno potrà mai cancellare il suo no a colossi e soprattutto amici come De Angelis (l’uomo del 90% per Zingaretti al Congresso) e Mauro Buschini (presidente del Consiglio regionale) quando gli chiedevano di schierare i GD a favore di Renzi. Consapevole che sarebbe stata una scelta non vincente, Fantini in quel congresso votò e fece votare Orlando.

La pandemia ha congelato situazioni non più rinviabili. A Pontecorvo si vota alle Comunali di settembre ed il Partito è stato protagonista di una discussione lacerante (ci sta) alla quale però occorreva imporre una sintesi. A Ceccano si vota nella stessa tornata: il Pd a Ceccano è esattamente quello che Zingaretti vuole lasciarsi alle spalle per ricostruirne uno su basi diverse. Le scorse elezioni di Cassino hanno lasciato sul campo ferite politiche che per rimarginarsi chiedono un confronto guidato in maniera forte ed autorevole: chi ha votato contro il Pd può rientrare nel Partito o no? I forti segnali di rinnovamento che vengono da Anagni e da Acuto vanno sostenuti ma per farlo occorre una squadra.

Per correttezza, il Segretario provinciale uscente Domenico Alfieri non sta toccando il tema perché considera esaurita la sua funzione se non per l’ordinaria amministrazione. Per altrettanta correttezza il Segretario Provinciale designato Luca Fantini non si accosta a quegli argomenti per rispetto sacrale nei confronti delle regole e dello Statuto.

Sara Battisti

Occorre un intervento che sblocchi questa situazione. A Frosinone ed in tutte le altre Frosinone che stanno in giro per l’Italia. Una soluzione che dia piena, totale ed indiscutibile legittimazione ai nuovi Segretari. E li metta in condizione di iniziare a lavorare per costruire il Partito Nuovo.

Perché ha ragione il consigliere regionale Sara Battisti. Se non fosse stato per lei, lo scorso anno il dibattito per il congresso nemmeno sarebbe iniziato. (leggi qui Il Congresso Pd è iniziato: i Giovani rompono gli ormeggi). Dice che «in Provincia di Frosinone, nel Lazio, in Italia si dovrebbe capire che noi non siamo e non saremo mai quelli del “niente”. Al contrario, come Zingaretti credo che la nostra funzione sia quella di trasformare l’azione politica quotidiana in sostegno concreto ai cittadini, alle imprese, alla famiglie. Per aiutarli a districarsi all’interno della mole dei diversi provvedimenti nazionali e regionali».

Ma per fare questo riconosce che occorre «chiamare a raccolta tutti per scegliere la forma organizzativa, le persone chiamate a guidarla ed elaborare assieme cosa vogliamo per il futuro di questa provincia e questo Paese al tempo del Covid-19».

Se non si fa questo, se non lo si fa in fretta, il Partito Nuovo di Zingaretti corre il rischio di essere costruito sui vecchi presupposti. Proprio quelli che si vogliono superare.

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