Il Patto d’Aula per evitare nuovi sgambetti all’anatra zoppa di Zingaretti

Cosa c'è dietro al Patto d'Aula proposto da Buschini ai consiglieri regionali d'opposizione. La guerra scoppiata tra M5S e Forza Italia. La doppia partita dei Cinque Stelle. Il solco della stabilità: per portare risultati utili a tutti

Uno sgambetto all’anatra zoppa lanciata in piena corsa. Con il rischio di farle perdere l’equilibrio. E mandare all’aria il capolavoro di ingegneria politica messo su da Nicola Zingaretti in questi mesi: una non maggioranza che però sta in piedi, esamina i provvedimenti in aula, li approva in maniera spedita, in alcuni casi senza nemmeno voti contrari.

Lo sgambetto all’anatra

A fare lo sgambetto all’anatra zoppa è stato uno dei consiglieri del Movimento 5 Stelle. In maniera involontaria.

Nel corso della discussione in aula per la realizzazione del Parco dell’Apia Antica, il consigliere grillino ha sferrato un durissimo attacco politico all’indirizzo del vice presidente della Regione Adriano Palozzi (Forza Italia).

Si è innescata una reazione durissima, con toni sempre più accesi e commessi pronti ad intervenire per bloccare lo scontro fisico che è stato ad un passo. Per evitare le sediate sono dovuti intervenire i capigruppo Antonello Aurigemma (Forza Italia) e Massimiliano Maselli (Noi con l’Italia) insieme al consigliere azzurro Pasquale Ciacciarelli.

Nell’aula del Consiglio regionale del Lazio l’aria si è fatta subito incandescente. Forza Italia ha accusato il Movimento 5 Stelle di essere funzionale alla causa di Zingaretti. E di non fare opposizione: al punto che su alcuni provvedimenti nemmeno presenta emendamenti con cui correggere il testo portato in approvazione.

La doppia partita del M5S

È vero. Ma perché il Movimento 5 Stelle sta giocando una partita nella partita. Gli emendamenti li definisce prima ancora di arrivare in aula: ottiene le cose che alla base grillina interessano, al centrosinistra sta bene perché risparmia tempo in aula ed evita scontri.

Stampella per l’anatra zoppa? Per niente. La discussione sugli emendamenti è intensa tanto quanto lo sarebbe in aula. Con la differenza che avviene lontano da quel clima incandescente, nel quale ogni occasione può essere un pretesto per accendere la miccia.

La capogruppo Roberta Lombardi si sta giocando la partita dell’efficienza e dei risultati da portare a casa. Da poter contrapporre alla totale mancanza di cose concrete che non può mettere invece sul tavolo la sindaca Virginia Raggi.

Per questo va come un rullo compressore: diretta, pragmatica, dritta alla sostanza, senza perdite di tempo.

Il Patto d’Aula

A Nicola Zingaretti tutto questo importa poco. A lui interessa che l’anatra non zoppichi nonostante l’assenza di una maggioranza. E vada il più spedita possibile.

Così ha mobilitato l’uomo che ha voluto in aula a guidare il Gruppo consiliare Dem, Mauro Buschini. Gli ha fatto indossare ancora una volta la tenuta da pompiere e l’ha mandato a raffreddare gli animi.

Nasce così la proposta di un Patto d’Aula lanciata nel pomeriggio dal capogruppo Pd. Per la precisione: «Punti concreti di lavoro per un “patto d’aula” ai consiglieri regionali».

Le agenzie battono la proposta. Con la premessa che «In questi primi mesi, in Consiglio regionale abbiamo svolto un grande lavoro insieme. Abbiamo trasformato una situazione che si presentava problematica in un momento di opportunità per la nostra Regione».

Mancano solo arpa e violini. «Penso ad oggi: con il via libera al Piano d’assetto del Parco dell’Appia Antica atteso da 15 anni. O ai diversi provvedimenti già approvati: dal lavoro al Diritto allo Studio, dai Trasporti alla Sanità fino al taglio dei vitalizi, in uno spirito di condivisione e con una grande capacità di collaborazione, con l’unico interesse di fare cose utili per la comunità».

State buoni se potete

La traduzione è: fino ad oggi siamo andati bene, ci siamo evitati scontri politici inutili quanto sanguinosi, ognuno è riuscito a portare a casa un pezzo di ciò che il suo elettorato gli chiedeva.

«Ora è il momento giusto per un nuovo slancio – spiega Buschini – per dare certezza alla programmazione futura ed ai provvedimenti che andremo a discutere». Che significa: evitiamo guerre e continuiamo su questa strada fino a quando sarà politicamente possibile.

Il messaggio è chiaro. Ha un destinatario preciso. Buschini si rivolge «nello stesso spirito collaborativo che ha contraddistinto questi primi mesi di lavoro, a tutti i consiglieri regionali, in primo luogo ai 13 che si sono astenuti sul bilancio, un documento fondamentale per continuare a dare risposte concrete ai cittadini: proviamo insieme a costruire e realizzare un “patto d’aula”, su alcuni punti concreti che ci impegniamo a portare avanti, dandoci come orizzonte e punto di verifica la metà di questa legislatura. Lavorando insieme, su un elenco di temi che riteniamo di maggiore importanza, continueremo ad essere punto di riferimento concreto per la nostra comunità».

Le risposte che arriveranno nelle prossime ore saranno fondamentali.