Patto De Angelis – Pompeo: il Pd resta unito (di C. Trento)

Foto © AG IchnusaPapers

Ieri mattina lungo vertice tra Francesco De Angelis e Antonio Pompeo. C’è accordo sul percorso L’elezione del nuovo segretario a febbraio. Ma sarà Domenico Alfieri a gestire questa articolata e complessa fase

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Un confronto prima dell’assemblea dei sindaci del Consorzio Asi, nel corso della quale è stato approvato il bilancio, chiuso con un attivo di circa 300.000 euro. Ma è passato tutto in secondo piano per via dell’incontro tra Francesco De Angelis e Antonio Pompeo, i due big del Pd in Ciociaria. 

La lunga chiacchierata è iniziata fuori dalla sede consortile, in piazza San Tommaso d’Aquino. Quindi è proselita nell’ufficio di De Angelis, presidente dell’Asi. 

Alfieri guida la transizione

Il Segretario reggente del Pd Domenico Alfieri

Sono stati affrontati tutti i temi dell’attualità politica, specialmente quelli legati ai futuri assetti del Partito Democratico in provincia di Frosinone. Il congresso si terrà molto probabilmente a febbraio 2020. Per preparare bene tutti i passaggi. E sarà l’attuale segretario Domenico Alfieri a guidare questa fase. 

Nei giorni scorsi c’era stato un pranzo di lavoro proprio tra De Angelis e Alfieri, presso il ristorante Osteria Santa Lucia di Frosinone. In quell’occasione è stato siglato un patto di ferro

Ma è evidente che sul piano dei rapporti interni ai Dem il faccia a faccia tra Francesco De Angelis (leader di Pensare Democratico) e Antonio Pompeo (presidente della Provincia e dell’Upi Lazio, oltre che sindaco di Ferentino) era quello più delicato. 

C’è l’intesa su tutto. Antonio Pompeo, seguendo l’esempio e le indicazioni del senatore Andrea Marcucci, ha deciso di restare nel Pd. Non prendendo neppure in considerazione l’ipotesi di seguire Matteo Renzi in Italia Viva dopo la scissione. 

L’input di Zingaretti

Nicola Zingaretti © Imagoeconomica, Stefano Carofei

È chiaro che c’è l’input del segretario nazionale Nicola Zingaretti di mantenere l’unità dappertutto, condividendo i percorsi. In primis quelli congressuali. E infatti si vuole arrivare all’appuntamento di febbraio in maniera unitaria.

De Angelis e Pompeo non hanno parlato di nomi, preferendo restare sul tema di una piattaforma politica. Il taglio di 345 seggi parlamentari è destinato ad influire pure sugli spazi a disposizione delle province, specialmente per quel che concerne le candidature eleggibili. 

Anche in questo caso non c’è alternativa all’unità. «Siamo più forti se uniti»: su questo De Angelis e Pompeo hanno convenuto.

Dopo le elezioni regionali dell’Umbria il Pd farà il punto su tutto. Così come si attende la tre giorni di Matteo Renzi alla Leopolda (18, 19 e 20 febbraio), per capire se ci saranno altri parlamentari Dem disposti a seguire l’ex rottamatore. 

Antonio Pompeo © Imagoeconomica

Nicola Zingaretti monitora costantemente la situazione. In Ciociaria Francesco De Angelis vuole svolgere in questa fase un ruolo più di garanzia che operativo. La sua prospettiva nel breve periodo è quella di essere indicato come presidente del Consorzio industriale unico del Lazio, ma è evidente che ambisce nel lungo periodo ad una candidatura parlamentare. Antonio Pompeo potrebbe avere lo stesso obiettivo. Ma la domanda è: con 345 seggi in meno ci saranno gli spazi per due candidature eleggibili in provincia di Frosinone? 

Questione di peso

Dipenderà dalla prossima legge elettorale, ma pure dal peso specifico della federazione provinciale. E dai prossimi risultati. A cominciare dalle comunali della primavera 2020. Si voterà, per esempio, a Ceccano, Pontecorvo, Patrica, Guarcino e Fontana Liri

Sullo sfondo rimane comunque la possibilità di un accordo tra Pd e Cinque Stelle. Un’opzione che passa soprattutto dalla Regione Lazio. Anche se non è ancora chiaro se i pentastellati puntano ad una rappresentanza in giunta oppure alla presidenza del consiglio, che però è appannaggio di Mauro Buschini, fedelissimo di Zingaretti.

Fantini Segretario?

In ogni caso in Ciociaria il percorso è stato definito: è fondamentale “aprire” il Partito e favorire la crescita di una classe dirigente giovane.

Nicola Zingaretti e Luca Fantini © IchnusaPapers

L’opzione principale resta quella di Luca Fantini segretario, attraverso la riedizione del “modello Buschini”, attivato venti anni fa per portare alla segreteria proprio Mauro Buschini. Sui nomi però resta la cautela.

La priorità è una gestione unitaria e condivisa, per arrivare al congresso di febbraio. De Angelis e Pompeo hanno altresì posto l’accento sul ruolo del Pd in Ciociaria. Il Partito governa molti Comuni ed esprime la presidenza della Provincia. Senza dimenticare la guida di enti intermedi importanti, come la Saf (Lucio Migliorelli) e l’Asi (Francesco De Angelis).

Mauro Buschini © Imagoconomica, Stefano Carofei

L’analisi degli ultimi appuntamenti elettorali è chiara: in Ciociaria il Pd ha vinto alle comunali e alle provinciali quando si è trattato di indicare il presidente (Antonio Pompeo). Mentre sul versante dei consiglieri provinciali, è stato il centrodestra ad avere la maggioranza: 7-6. Alle regionali c’è stata la doppia elezione (Mauro Buschini e Sara Battisti), mentre alle politiche del 4 marzo 2018 la sconfitta è stata netta. Piccoli ma insufficienti segnali di ripresa alle Europee. Problemi quando l’elezione richiede il voto di opinione. Mentre ci sono maggiori certezze nella partita amministrativa.

Pure su questo aspetto si lavorerà in vista del congresso di febbraio. 

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