Chi ha paura di Michele Marini?

In fondo cosa ha detto Michele Marini nel suo intervento alla Direzione Provinciale del Pd? (leggi qui)

Ha detto che la sconfitta alle comunali di Frosinone (al primo turno e con il 27% dei consensi) è un risultato pessimo, che oltre la metà dei candidati della lista non ha superato i dieci voti, che la responsabilità politica di quello che è accaduto va divisa tra il candidato sindaco Fabrizio Cristofari, il direttivo del circolo cittadino e la federazione provinciale.

Aver sottolineato che non c’è stato radicamento nei quartieri era una specie di atto dovuto.

In direzione nessuno ha contestato, molti hanno annuito, qualcuno ha applaudito. La reazione di Fabrizio Cristofari ci sta, le altre meno considerando che nulla è stato detto a Marini nei cinque anni nei quali comunque è stato capogruppo del Pd.

Chi ha paura di Michele Marini? Forse qualcuno pensa che voglia provare a riprendersi il Partito a Frosinone?

L’accusa che gli viene mossa è che non ha sostenuto Cristofari. Nel 2012, quando lui era sindaco in carica (non candidato a sindaco) metà Partito lo abbandonò dall’oggi al domani, Fabrizio Cristofari, da segretario cittadino del Pd, andò a sostenere Domenico Marzi. Cosa che fecero anche i Socialisti di Gian Franco Schietroma. Un terremoto. Michele Marini arrivò al ballottaggio dopo aver superato Domenico Marzi al primo turno e perse non di molto contro Nicola Ottaviani.

Per quello che è successo allora nessuno ha detto nulla. Non si tratta di chiedere scusa, ma di prenderne atto. Non spettava a Fabrizio Cristofari cercare di ricucire. Spettava a Francesco De Angelis, Mauro Buschini, Francesco Scalia, Simone Costanzo. Nulla.

Michele Marini ha fatto la sua analisi in Direzione, non altrove.

Applausi davanti, critiche dietro. Chi ha paura di Michele Marini?

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