Anagni si ribella a Frosinone: respinto il Commissario nel Pd

Un documento respinge il commissariamento del Circolo Pd di Anagni. "Mancano i presupposti: violato lo Statuto". Accuse al reggente provinciale Domenico Alfieri. "Responsabile anche lui del fallimento"

Il documento è composto da una cartella scritta in maniera fitta. È l’atto di ribellione del Pd di Anagni al reggente provinciale Domenico Alfieri ed al suo commissario mandato in città Francesca Cerquozzi.

La lettera è saltata fuori ieri sera nel corso della riunione di Partito alla quale il commissario era presente. A Francesca Cerquozzi è stato letto e poi tutti i presenti lo hanno condiviso. Al commissario non è rimasto altro che perdere atto.

 

Io non voglio essere commissariato

A guidare la rivolta è Vittorio Save Sardaro, militante di lungo corso.

C’è la sua firma sotto al documento che respinge il commissariamento. Perché «Non ci sono i presupposti politici né le benché minime condizioni regolamentari».

Il primo affondo è contro il reggente provinciale Alfieri. Al quale il documento ricorda che «L’istituto del commissariamento di un Circolo è prerogativa esclusiva del PD Regionale».

Anagni ritiene che Alfieri abbia violato lo Statuto.

 

Hai fallito

Il vero affondo però è sul piano politico. In quella nota si accusa Domenico Alfieri di avere ammesso «la sua fallimentare direzione politica nei confronti del Circolo di Anagni durante la fase precedente le ultime elezioni amministrative».

Gli viene imputato di avere adottato scelte che hanno portato il Pd all’opposizione e ridotto la sua credibilità tra i cittadini.

«Se il Segretario ed il Presidente del Circolo hanno sentito il bisogno di dimettersi, in quanto responsabili di questo risultato, altrettanto dovrebbe fare chi, come il reggente, ha determinato le scelte» scrive Vittorio Save Sardaro.

 

Atto arbitrario

Per l’esponente Pd il commissariamento del Circolo di Anagni è un atto arbitrario, offensivo, umiliante. Quasi un modo per mettere sotto giudizio tutto il Partito. Allargare all’intera base ed a tutti gli organismi dirigenti la responsabilità della sconfitta.

Save Sardaro dice no perché quella strategia non l’aveva condivisa. Anzi, proponeva un approccio diverso alle scorse elezioni comunali.

E poi perché, da Statuto, le dimissioni del segretario non determinano in modo automatico la nomina di un Commissario. Ci sono i precedenti: «dimostrano che è possibile trovare una soluzione in loco».

Proprio per trovare una soluzione interna – rivela – sono già in corso da tempo riunioni e confronti. Perché «Il PD di Anagni non ha intenzione di subire supinamente ordini di altri, né ha bisogno di supporti di checchessia».

 

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