Pd a Cassino si va verso il ritiro del simbolo

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A Cassino si va verso il ritiro del simbolo Pd alle prossime elezioni comunali. La missione del segretario provinciale Simone Costanzo e del presidente Domenico Alfieri ha registrato la frammentazione del Partito sui tre candidati di centrosinistra in campo, la volontà di restare in campo da parte di tutti: il sindaco uscente Giuseppe Golini Petrarcone, il consigliere regionale Marino Fardelli, il vice presidente del Cosilam Francesco Mosillo . Soprattutto – ed è quello che preoccupa di più il Segretario ed il Presidente – è evidente lo sfilacciamento dei rapporti personali tra di loro. Il che significa andare verso una campagna elettorale dai toni aspri: in caso di ballottaggio c’è il concreto rischio che i due sconfitti non convergano sul terzo rimasto in gara.

Costanzo ed Alfieri hanno incontrato separatamente i tre candidati, verificato la possibilità di arrivare ad una semplificazione del quadro politico. E poi in serata hanno incontrato la Direzione del Circolo cittadino del partito Democratico.

Quello che è successo in sezione è lo specchio della frammentazione del Partito. Il ‘correntone’ che riunisce Polselli, Lillo, Giannì e Russo (21 membri della Direzione su un totale di 30) ha presentato al segretario provinciale un documento politico: in quelle righe ha sostenuto la necessità di appoggiare il sindaco uscente Petrarcone, in maniera ufficiale, con una lista di Partito.

Su quel documento ha aperto il fuoco di sbarramento il segretario cittadino dimissionario Stefano Mosillo (padre del candidato Francesco): regolamento alla mano ha chiesto la convocazione delle elezioni primarie attraverso le quali designare il candidato ufficiale del Pd.

Mosillo è in minoranza sia nel Direttivo che nell’Assemblea. Ma lo Statuto del Pd dice che se il 30% chiede le Primarie è possibile autorizzarle. Ed il segretario dimissionario può contare su più del 30% dei 316 iscritti. I tempi per organizzare le consultazioni sarebbero brevissimi: al massimo entro due settimane, cioè domenica 17 aprile.

Costanzo ed Alfieri si trovano di fronte ad una sezione che a larga maggioranza intende schierarsi con il sindaco uscente. Ma con una componente che – a norma di Statuto – può chiedere le Primarie.

Il caso passa ora all’esame della Direzione Provinciale del Partito Democratico. Sia il Segretario che il Presidente riferiranno la situazione e l’impossibilità di arrivare ad una candidatura unitaria.

L’ipotesi più verosimile è che scatti la clausola concessa dal segretario regionale Fabio Melilli (leggi qui il precedente): se il Pd si riconosce in tutti e tre i candidati, il simbolo resta nelle mani del Segretario provinciale.

Ma a cassino mai dire mai.

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