«Pd, c’è già la monarchia» (di C. Trento)

Il segretario provinciale Costanzo rincara la dose: «In provincia ora esiste soltanto l’area di De Angelis». «Pilozzi sbaglia, da Alfieri e Fiordalisio in cinque mesi una mera attività di routine»

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Silenzi e polemiche. Il dibattito interno al Partito Democratico provinciale oscilla tra questi due aspetti, entrambi pesantissimi.

C’è il silenzio dell’ex senatore Francesco Scalia, che è uscito di scena senza se e senza ma. C’è anche il silenzio di Francesco De Angelis, rimasto da solo nella leadership. Poi ci sono le polemiche, durissime. Urlate. L’ ex segretario Simone Costanzo replica a muso duro alle critiche che gli hanno mosso il reggente Domenico Alfieri, l’ ex parlamentare Nazzareno Pilozzi ed il coordinatore della segreteria provinciale Lucio Fiordalisio.

Spiega Costanzo: «Il ragionamento non è quello di cercare capri espiatori. Il punto è che dall’ 8 gennaio (quando ho lasciato l’incarico) non ho visto nulla di quello spirito unitario ed attivo che avevano promesso Alfieri e Fiordalisio. In quasi cinque mesi non c’è stata una sola iniziativa unitaria. Alcuni esempi: la nomina degli osservatori nei Comuni non è stata condivisa, la linea politica per le amministrative del 10 giugno non è stata condivisa, la segreteria non si è mai riunita. Ho registrato mera attività di routine e dopo il voto del 4 marzo che, diciamo la verità, non è stato per nulla normale (una disfatta), l’analisi politica seria non c’è stata. Ma non c’è problema, prendo atto di quello che è successo e poi al congresso ognuno farà le sue scelte. Però non vengano a fare la lezione al sottoscritto».

 

Simone Costanzo fa parte della componente di Dario Franceschini e da tempo l’asse con Francesco De Angelis (area Orfini) è rotto in maniera irrimediabile.

Spiega Costanzo: «Ho letto che Nazzareno Pilozzi sostiene che non c’era la diarchia prima e che a suo giudizio non ci sono rischi di monarchia adesso. Beh, si sbaglia di grosso. Intanto non vedo come si possa sostenere che in questi anni De Angelis e Scalia non abbiano costituito una diarchia. Oggi la monarchia di Francesco De Angelis nel partito provinciale c’è già. Credo anzi che la veemenza della reazione di Pilozzi, Alfieri e Fiordalisio nei confronti del sottoscritto stia lì a dimostrare che ormai nel Pd c’è solo l’ area di De Angelis. Ho avuto la sensazione di un’ annessione già avvenuta. Ma non sono sorpreso».

 

Continua Costanzo: «Quanto al ruolo di Matteo Renzi, mai detto che debba dimettersi da leader. Resta una risorsa fondamentale del partito. Il discorso è che occorre declinare la vocazione maggioritaria del Lingotto e del Pd di Veltroni nella nuova realtà proporzionale della legge elettorale. È cambiato tutto, si è chiusa una stagione e dobbiamo prenderne atto in fretta. Segnalo sommessamente che da qualche anno continuiamo a perdere sistematicamente le elezioni amministrative in tutta Italia. Il motivo, a mio modesto avviso, è che per vincere c’ è bisogno delle coalizioni, sia a livello nazionale che locale. Dobbiamo tornare ad un’ impostazione del genere: la forza del centrosinistra è stata sempre quella di unire. Ripeto: non è questione di capri espiatori, ma di necessità di cambiare passo e impostazione. In tempi rapidi, però, altrimenti non avremo più tempo».

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