Il congresso provinciale del Pd può attendere, le candidature (forse) no

Con la stagione elettorale alle porte difficile che si arrivi all’assemblea provinciale in tempi rapidi. Continuerà a guidare Domenico Alfieri. Ma nel caso di politiche e regionali anticipate si dovrà correre. Quattro le certezze: Buschini e Battisti ancora in corsa alla Pisana, De Angelis e Pompeo per Camera e Senato. E gli altri?

Prima o poi (più poi che prima) perfino il congresso provinciale del Partito Democratico si celebrerà. Con calma, perché adesso c’è da fronteggiare una stagione elettorale lunga e impegnativa: le Provinciali del 7 aprile, le Europee e le Comunali del 26 maggio. E poi, con la mozione di Nicola Zingaretti al 90,62%, non è che ci sia l’impellenza di capire chi potrà guidare il Partito.

Continuerà a farlo Domenico Alfieri, sindaco di Paliano, in corsa per la riconferma. Anche per il terzo mandato consecutivo da consigliere provinciale. L’unica variabile potrebbe essere rappresentata da Nazzareno Pilozzi, che, rispetto ad Alfieri, ha meno impegni amministrativi e quindi potrebbe dedicarsi di più ad un impegno del genere. D’altronde sia Alfieri che Pilozzi fanno ormai parte di Pensare Democratico, l’area di Francesco De AngelisMauro Buschini Sara Battisti.

Semmai l’unico aspetto che andrebbe approfondito è un altro: cosa faranno Antonio Pompeo e Simone Costanzo?

Il presidente della Provincia (nonché sindaco di Ferentino) e l’ex segretario hanno comunque dimostrato che una fetta significativa del Partito sta con loro. Non era semplice, considerando che erano tutti schierati con Bruno Astorre prima (per la segreteria regionale) e con Nicola Zingaretti dopo (per la segreteria nazionale). Non era semplice neppure distinguersi considerando appunto l’uniformità di schieramento.

La partita vera è quella delle candidature, dappertutto: alle Europee, alle Politiche, alle Regionali, alle Comunali. Finora si è ragionato con il manuale Cencelli, accordandosi sulle quote di rappresentanza. Ora però Nicola Zingaretti potrebbe imprimere un’accelerazione. Intanto per ragionare in termini di coalizione di centrosinistra e poi per dare un segnale forte di unità interna. Pompeo e Costanzo, però, al congresso una loro indicazione la faranno.

Per entrambi è importante mantenere una “visibilità”, evitando di perdersi nel mare magnum di un’alleanza con Pensare Democratico.

Questo non significa che il congresso non potrebbe essere unitario, significa però che bisognerà sedersi attorno a un tavolo. Il problema è rappresentato dall’opzione di elezioni anticipate, se dopo il 26 maggio la situazione cambierà molto. Possibile nel caso di avanzata della Lega, di ritirata dei Cinque Stelle e di rilancio del Pd. In quel caso nulla è escluso.

Eppure le posizioni di partenza ci sono: Mauro Buschini e Sara Battisti confermati nella corsa alla Regione, Francesco De Angelis e Antonio Pompeo alle politiche.

Tutti gli altri staranno a guardare?

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