Pd e Forza Italia ai margini della politica

Nessuno vuole più i simboli dei Partiti. Il caso più clamoroso è quello di Sora, dove Ernesto Tersigni e Roberto De Donatis, entrambi candidati a sindaco, hanno detto ai leader del Partito Democratico e di Forza Italia che non vogliono il “logo” sulla lista.

Era già successo a Ceccano e a Veroli, dove però era stata la frantumazione del Pd a portare a questo risultato. In questo modo si può innescare una sorta di effetto “emulazione”. Però i Partiti a questo punto sono ad un bivio: se accettano di “sparire” dalla scheda, implicitamente ammettono che in questo momento è meglio non esporsi. Ma cosa vanno a raccontare a militanti e iscritti, impegnati in questo momento nei congressi sul territorio.

Finora soltanto il deputato Nazzareno Pilozzi (Pd) ha avuto il coraggio di dire che il Partito Democratico non può accettare una soluzione del genere. Il problema in realtà riguarda tutti: Francesco De Angelis, Francesco Scalia, Simone Costanzo, Domenico Alfieri, Mauro Buschini, Maria Spilabotte. Ma come, proprio nel momento in cui Renzi “investe” sull’orgoglio Democrat, in Ciociaria si valuta se accettare di presentare il simbolo oppure no?

Non è soltanto una vicenda formale, ma fondamentale. Anche perché gli esponenti del partito si candiderebbero ugualmente in una lista civica “mascherata” da Partito.

In Forza Italia il discorso è lo stesso. Anzi, a Frosinone il sindaco Nicola Ottaviani si sta già preparando a ripresentarsi alla guida di una vasta coalizione civica. Gli “azzurri” naturalmente ci saranno, ma non avranno un ruolo centrale.

Mario Abbruzzese e Pasquale Ciacciarelli dovrebbero battere un colpo. Invece, nessuna presa di posizione forte.

Una sconfitta è tale quando ci si sente sconfitti.

Pd e Forza Italia in Ciociaria sono già nelle retrovie.

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