Pd e Civici, prove di matrimonio

Partito Democratico e Aggregazione Civica avviano le prove di alleanza ad Alatri. È quello che non gli era riuscito durante la campagna elettorale. E che ha contribuito a relegarli all'opposizione. Il primo fronte: i Tributi

Massimiliano Pistilli

Informare con umiltà e professionalità

Quello che non è riuscito a fare la campagna elettorale sta riuscendo invece a fare l’attività quotidiana. Partito Democratico e Aggregazione Civica mettono da parte le scintille e le divisioni per aprirsi ora al dialogo. Le due formazioni politiche si uniscono su un tema di stretta attualità: contestano l’approvazione del nuovo Regolamento Generale delle Entrate Tributarie varato dal centrodestra che governa Alatri.

Il segnale che giunge dalle minoranze alla giunta Cianfrocca è un messaggio politico chiaro e forte. Ma andiamo con ordine.

L’annuncio di Pizzuti

Giuseppe Pizzuti

Dopo oltre 23 anni di attesa è la nuova amministrazione comunale di Alatri ad annunciare di avere messo mano ai Tributi. Facendo ordine su principi che ormai erano datati, adattandoli alle nuove realtà.

Ad ufficializzare l’importante passo compiuto dalla giunta Cianfrocca è stato il consigliere delegato al Bilancio Giuseppe Pizzuti (Lega). «Dal 1998 i cittadini di Alatri aspettavano un regolamento che uniformasse la normativa in tema di Entrate e Riscossione. Un provvedimento che inciderà nel rapporto di fiducia tra amministrazione e contribuente». Segue il plauso al sindaco. «Grazie alla grande volontà del nostro sindaco Maurizio Cianfrocca siamo riusciti ad introdurre delle novità che prima d’ora non c’erano».

Cosa cambia con il nuovo Regolamento? «Abbiamo ridotto gli interessi legali, introdotto nuovi scaglioni più favorevoli ai contribuenti, tolto l’anticipo da corrispondere sulle somme concesse in rateizzazione». È una svolta. «Infine abbiamo stabilito dei meccanismi per ripristinare il beneficio della rateizzazione a seguito di decadenza». 

Minoranze sull’Aventino

Enrico Pavia

Immediato il commento delle minoranze del Pd e Civici con i consiglieri Enrico Pavia, Nazzareno Costantini, Mario D’Onorio, Annarita Pelorossi, Fabio Di Fabio e Matteo Recchia. Ma c’è un aspetto molto più importante delle loro dichiarazioni. Nei fatti i due Gruppi politici, su questo tema si uniscono e iniziano un dialogo che può portare a nuovi scenari.

«Il nuovo Regolamento delle Entrate comunali presenta imperfezioni che potrebbero generare incomprensione e confusione tra i contribuenti» accusano. «La maggioranza è stata costretta a correggere uno degli errori onestamente fatto notare dalla minoranza proprio durante il Consiglio». Ma vanno oltre. «Le previsioni di favore nei confronti dei contribuenti, certamente positive, meritavano un testo più organico: insomma, un lavoro meno affrettato e maggiormente condiviso con tutti i gruppi consiliari».

Le opposizioni si sono astenute visto il no alle loro richieste di miglioramenti

Il messaggio

Chiaro che una “rondine non fa primavera” ma di certo aver voluto manifestare insieme il loro dissenso al provvedimento della maggioranza è un vero segnale politico. Che per la verità è iniziato sin dal primo Consiglio comunale tra le due minoranze uscite sconfitte dalle urne.

I due leader Fabio Di Fabio per i Democrat ed Enrico Pavia per i Civici, forse stanno intuendo che insieme possono manifestare con maggiore forza le proprie idee e posizioni. Ciascuno restando, per ora, nel proprio recinto politico. Si vedrà se questo dialogo porterà ad azioni comuni.

Uno degli altri fronti che potrebbe vedere insieme le due opposizioni è la recente decisione di sopprimere il servizio del Giudice di Pace da parte della maggioranza. (Leggi qui Alatri, il Giudice è senza Pace). Tema per il quale sono in arrivo manifesti di condanna da parte dell’aggregazione Civica.

Noi tireremo dritto

Il sindaco Cianfrocca

Dal canto suo la maggioranza tira dritto sulle proprie decisioni. Ma con lo sguardo sempre fisso anche al fronte interno. Dove Gianluca Borrelli (Lega) ed Antonello Iannarilli (FdI) non mancano mai di smarcarsi, in alcuni casi in voti, e spesso in dichiarazioni. (Leggi qui Borrelli o no? La Lega decide di non decidere).

Governare con un voto in più (9 per la maggioranza ed 8 per l’opposizione) può andare bene a fine consiliatura ma ad inizio è un rischio che Cianfrocca e company non possono e devono sottovalutare. Le variabili e le sorprese in politica sono sempre dietro l’angolo. E una nuova colica può sempre sopraggiungere alla pancia di Iannarilli e Borrelli.

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