Pd – Forza Italia, sta arrivando la bufera

La decisione verrà presa dopo le elezioni comunali di primavera, dopo che si sarà concluso lo spoglio a Cassino, Sora e Alatri.
 Bisogna soltanto vedere chi assumerà l’iniziativa, se il Partito Democratico o se Forza Italia. Da quel momento in poi ogni ora sarà buona per annunciare la fine dell’alleanza alla Provincia. Molti scoppieranno a ridere però, dal momento che pochi mesi dopo (a ottobre) si rivoterà per eleggere i 12 consiglieri provinciali. Sarà cioè una sorta di “alibi” per le sconfitte elettorali.


A Cassino la posta in palio sembra essere quella di non vincere. Da una parte il centrosinistra che sfoglia una margherita che ha i petali con le facce di Giuseppe Golini Petrarcone, Marino Fardelli e Francesco Mosillo. Tutti sanno che è Mosillo il prediletto di Francesco De Angelis e Mauro Buschini, ma avere contro Petrarcone non è facile. Nessuno si meravigli perciò se i vertici dei Democrat proporranno all’attuale primo cittadino la presidenza del Cosilam. 
Nel centrodestra il candidato Carlo Maria D’Alessandro non scatena gli entusiasmi e nel “vespaio” di Forza Italia c’è chi azzarda il paragone con la candidatura di Guido Bertolaso a Roma.


A proposito: in Fratelli d’Italia l’area di Massimo Ruspandini, Roberto Caligiore e Daniele Maura appare totalmente disimpegnata dalla campagna elettorale. Ad Alatri farà votare Enrico Pavia, altrove è possibile l’invito a rimanere a casa oppure a votare contro il candidato del centrodestra ufficiale.


A Sora è una sorta di Grande Fratello: tutti contro tutti per non vincere… niente.
 Ernesto Tersigni ha l’appoggio del Nuovo Centrodestra e del Pd… forse. Tutto dipende dall’uso del simbolo sulla scheda. Anche qui De Angelis e Buschini sono stati chiari: “No simbolo? No appoggio”. Roberto De Donatis spera nel colpaccio, forte del sostegno di Forza Italia e del Partito Socialista Italiano.
 Ad Alatri la vittoria di Giuseppe Morini è quotata come quelle del Barcellona contro il Rayo Vallecano. La partita vera è a destra, tra Antonello Iannarilli ed Enrico Pavia.


Insomma, Partito Democratico e Forza Italia hanno tutto da perdere e poco da guadagnare. Per questo, subito dopi il voto, sarà ordinato il “rompete le righe” alla Provincia. In questo modo si rimetteranno in moto gli assetti anche dell’Asi e del Cosilam.
 Ma bisognerà pure nominare il direttore generale alla Asl di Frosinone. Il commissariamento di Luigi Macchitella non può durare per sempre. Sembra che nel Pd, per evitare scissioni sulla nomina del manager, vogliano organizzare un altro congresso straordinario.

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