Ma il Pd a Frosinone vuole vincere?

Vincenzo Iacovissi (Partito Socialista) è in campagna elettorale già da tempo, come Stefano Pizzutelli (Frosinone in Comune). Nicola Ottaviani è sindaco in carica e le primarie del centrodestra serviranno alla coalizione, non a lui.
 Il Partito Democratico effettuerà la primarie il 20 novembre e quindi Fabrizio Cristofari o Norberto Venturi potranno lavorare alla costruzione delle alleanze da gennaio in poi.

Rischia di essere tardi, anche perché bisognerà vedere cosa farà Michele Marini, intenzionato a sgambettare Cristofari, se il presidente dei medici sarà candidato sindaco.
 Gennaio è anche il mese delle votazioni per eleggere i dodici consiglieri provinciali.

Il Partito Democratico non riesce a trovare il bandolo della matassa, neppure dopo le “stangate” di Cassino e Sora. Sull’acqua è venuto fuori palesemente che in assemblea dei sindaci la maggioranza ce l’ha il centrodestra e l’eventuale sconfitta a Frosinone segnerebbe il definitivo punto di non ritorno.

Però i leader sembrano su Marte: il segretario Simone Costanzo, i senatori Francesco Scalia e Maria Spilabotte, l’assessore regionale Mauro Buschini, il presidente dell’Asi Francesco De Angelis e tutti gli altri. Voci autorevoli ed esperte, ciascuna con la propria sfumatura, contribuiscono ad un dibattito ricco. Ma manca la sintesi. 
L’ex Pci quanto tempo avrebbe impiegato a mettere d’accordo Fabrizio Cristofari e Michele Marini? Anche il Pds e i Ds non avrebbero avuto problemi. Perché per il Partito Democratico è tanto difficile?

Il sette volte presidente del consiglio Giulio Andreotti sosteneva che a pensare male si fa peccato, ma spesso si indovina.
 Non è che il Pd a Frosinone non vuole vincere?

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