Pd, il bivio di Letta e il ruolo di Zingaretti

Dal palco della Festa dell’Unità di Bologna il segretario invita i Cinque Stelle a decidere da che parte stare. E forse pensa ad un congresso anticipato. Ma sull’alleanza con i pentastellati Nicola Zingaretti, Goffredo Bettini e Bruno Astorre hanno idee diverse. E c’è un modello Lazio. Che potrebbe pesare non poco nella logica delle convergenze parallele.

Ha scelto la Festa dell’Unità di Bologna (sancta sanctorum del Pd) per lanciare un messaggio fortissimo al Movimento Cinque Stelle. Il segretario Dem Enrico Letta era in giacca e cravatta nonostante il caldo asfissiante, ma ci sono occasioni in cui l’abito contribuisce a fare il monaco. E poi su quello stesso palco qualche giorno fa Giuseppe Conte, leader dei pentastellati, era stato accolto con tutti gli onori dal popolo del Pd.

Ma Letta sente che il vento potrebbe cambiare e una sua vittoria nel collegio elettorale di Siena, unita ai successi a Roma, Milano, Bologna e Napoli, gli darebbe la forza di provare a cambiare la linea politica del Pd.

Perciò ha detto che il tripolarismo è finito e che i Cinque Stelle devono scegliere se stare di qua (con il Pd) o di là (con la Lega). Affermazioni forti, in un momento delicato perché la leadership di Giuseppe Conte nei pentastellati è ancora troppo debole. Ed è proprio lui, Conte, la vera possibilità che l’intesa tra Dem e Cinque Stelle diventi sistematica. Ma Enrico Letta non vuole aspettare.

Il problema Zingaretti

Nicola Zingaretti ed Enrico Letta

C’è un problema però e si chiama Nicola Zingaretti. Perché il presidente della Regione Lazio ed ex segretario del Pd è stato quello che ha fatto seguire i fatti alle parole. Stipulando un’intesa politica che ha portato i Cinque Stelle nella giunta regionale. Con Roberta Lombardi e Valentina Corrado.

Ma la mossa di Nicola Zingaretti si inquadra in un contesto di pensiero politico che vede dalla stessa parte il Governatore del Lazio, l’eminenza grigia di un vasto settore del Partito Goffredo Bettini, il senatore e segretario regionale Bruno Astorre. Un asse che, insieme a Claudio Mancini, ha portato alla candidatura a sindaco di Roma di Roberto Gualtieri.

A Roma l’alleanza con i Cinque Stelle non c’è soltanto perché la candidata a sindaco è Virginia Raggi. Ma questo nulla toglie alle possibilità che anche al ballottaggio lo scenario possa cambiare. In ogni caso Nicola Zingaretti, Goffredo Bettini e Bruno Astorre sviluppano un ragionamento di realpolitik. Senza l’alleanza con i Cinque Stelle il Pd non può essere competitivo contro il centrodestra. E non ci si può fermare alle elezioni comunali, perché poi alle politiche e perfino alle Regionali le dinamiche cambiano.

La nuova linea

Enrico Letta (Foto: Sergio Oliverio / Imagoeconomica)

Le parole di Enrico Letta anticipano  una linea politica e, secondo autorevolissime indiscrezioni, il segretario potrebbe essere tentato, nel caso di risultato positivo alle amministrative, dall’ipotesi del congresso anticipato. Lo sa pure Nicola Zingaretti, che resta della sua idea a proposito dell’alleanza con i Cinque Stelle.

Non sono sfumature, sono differenze di impostazione. Il Partito Democratico appare ad uno snodo decisivo.

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