Pd, il freno di Fabio Di Fabio che rischia di fare tardi

Il Partito Democratico attende le decisioni di Fabio Di Fabio per bilanciare le sue strategie elettorali su Alatri. Il vice sindaco non ha ancora fatto sapere se intende rivendicare o meno la candidatura. Ecco perchè. E quali sono le cose su cui sta riflettendo

Carlo Alberto Guderian

già corrispondente a Mosca e Berlino Est

Il dilemma del Partito Democratico sulla via delle elezioni comunali di Alatri ha un nome ed un cognome. Fabio Di Fabio è un’amministratore impegnato da anni per la città: lo ha fatto prima dalle file dei Popolari e della Margherita Ha continuato a farlo quando è nato il Pd senza mai abdicare però alla sua matrice politica. Infatti è stato sempre sulla sponda di Francesco Scalia e mai su quella di Mauro Buschini che incarna invece la matrice più a sinistra.

Uomo di sintesi, si direbbe oggi. Perché Alatri è sempre stata città democristiana più che di centrosinistra o centrodestra. I sindaci che si è eletti da quando la balena bianca s’è spiaggiata sono sempre stati scelti tra quello che ricordasse più degli altri il modo e l’uso della Dc. E Fabio Di Fabio viene da lì.

È anche uomo di esperienza. È stato a lungo amministratore e lo è ancora oggi che riveste la carica di vicesindaco.

Di Fabio: mi candido o no?

Il palazzo municipale di Alatri

Proprio questa sua indole democristiana lo rende poco incline a lanciare il cuore oltre l’ostacolo: nello Scudo Crociato si insegnava che il posto degli eroi è al cimitero.

Ed è la prudenza oggi a fargli tenere il freno a mano tirato. Il Pd del suo concittadino Luca Fantini, che il cuore oltre l’ostacolo l’ha lanciato ed oggi è Segretario Provinciale del Partito, attende di sapere cosa voglia fare il vicesindaco Fabio Di Fabio. Se intenda rivendicare la candidatura a sindaco o meno.

Se volesse correre per tentare di succedere a Giuseppe Morini partirebbe subito la verifica interna con cui contare i placet dei grandi portatori di preferenze. Alla quale farebbe seguito il paziente lavoro di limatura per smussare gli angoli dei contrari. E si trarrebbe così il peso elettorale, contando le possibilità di riuscita.

Nel caso in cui non fosse disponibile partirebbe un altro tipo di lavoro, più ampio: sulla rosa di alternative che in parte è già stata scremata. Una delle candidature possibili nel novero è quella di Roberto Sarra, che non dispiacerebbe alla sinistra di Mauro Buschini e nemmeno al centrista non ortodosso Giuseppe Morini.

I dubbi del candidato

Giuseppe Morini sindaco di Alatri Foto: © Giornalisti Indipendenti

Ma occorre sapere cosa vuole fare Fabio Di Fabio. Fino a quel momento nessuno metterà in moto la giostra.

La sua prudenza non è di natura politica. Ma amministrativa. Negli anni ha preparato il terreno che lo ha gradualmente avvicinato all’area di Buschini e Fantini: pur rimanendo fedele alle sue convinzioni è innegabile che abbia votato e fatto votare per il suo concittadino Mauro Buschini alle Regionali. C’è il sottile lavoro di mediazione portato avanti da Fabio Di Fabio dietro al semaforo verde acceso dal presidente della Provincia Antonio Pompeo per la candidatura di Luca Fantini a Segretario Provinciale Pd. Se i Dem hanno potuto celebrare un Congresso unitario lo si deve anche al lavoro condotto nell’ombra dal vicesindaco di Alatri.

Allora cosa sta facendo meditare così tanto Fabio Di Fabio? Il suo dubbio e le sue perplessità sono legate al fatto che questa amministrazione non ha brillato. Per mille motivi e con mille giustificazioni. Ha avuto tanti meriti ma non ha fatto sognare. E questo ha un peso sugli elettori.

La riflessione in corso è: mettersi a disposizione di un volto nuovo che porti la ventata di cambiamento o mettersi in prima linea con il rischio di pagare il prezzo politico del conto lasciato da Giuseppe Morini?

I colpi di assaggio

Il blocco civico: Enrico Pavia, Patrizio Cittadini, Tarcisio Tarquini

Nel frattempo gli altri lo stanno facendo, avviando scremature e aggregazioni. Come ha fatto il centrodestra, firmando il patto per l’unità del bocco; come hanno fatto i civici, firmando un analogo documento. (Leggi qui A chi toglie di più l’alleanza a tre raggiunta ad Alatri).

Sono ancora colpi di assaggio. Il martellamento dell’artiglieria non partirà fino alla fine delle feste di Natale e Capodanno, Covid permettendo. Ma per quella data il Pd deve avere le idee chiare. E prima di lui Fabio Di Fabio. Altrimenti rischia di rimanere spiaggiato, come la enorme balena bianca della Democrazia Cristiana.

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