Pd, la difficile scelta del successore di Zingaretti

La schiera dei “pretendenti” va da Alessio D’Amato a Daniele Leodori, passando per Roberta Lombardi. Ma non si potrà prescindere né da Piazza Grande né dal Campo Largo. E in questa operazione di ampio respiro il metodo che ha portato al successo di Roberto Gualtieri sarà fondamentale. E poi c’è lui, Albino Ruberti.

È ormai evidente che l’assessore regionale alla sanità Alessio D’Amato sta pensando alla candidatura alla presidenza della Regione. Per l’ottima gestione della pandemia nel Lazio, ma anche per altro considerando che negli ultimi giorni interviene a tutto campo sulla Sanità. Commentando dai grandi risultati raggiunti dal Lazio sul fronte delle vaccinazioni, fino alla nascita di un neonato nel parcheggio dell’ospedale di Sora: è quell’intensificazione mediatica che in genere accompagna i percorsi verso la candidatura.

Ma pure il vicepresidente della Regione Daniele Leodori ci punta. Pure lui ormai da mesi è costantemente on the road: le foto lo ritraggono con il presidente della Camera di Commercio a Latina, con i sindaci della Tuscia. Inoltre, dopo l’operazione politica di Nicola Zingaretti, non si può neppure escludere che si possa prevedere una soluzione tipo Roberta Lombardi, esponente di punta dei Cinque Stelle. Il tema di fondo però è: chi si intesta queste possibili soluzioni politiche?

Chi si intesta chi

Nicola Zingaretti e Daniele Leodori (Foto: Imagoeconomica, Stefano Carofei)

Le elezioni di Roma e il successo di Roberto Gualtieri hanno confermato la validità dell’asse formato da Goffredo Bettini, Claudio Mancini, Bruno Astorre. Anche il Governatore Nicola Zingaretti naturalmente ha avuto un ruolo di primo piano, ma in posizione più defilata. Questo asse potrebbe guardare con maggiore attenzione all’ipotesi Daniele Leodori.

C’è però un altro esponente di spicco in grado di fare la differenza: Albino Ruberti, il quale è in procinto di “traslocare” dalla Pisana al Campidoglio. Nella scelta del prossimo candidato alla presidenza della Regione avrà un ruolo preponderante.

Per quanto riguarda Alessio D’Amato, a lui potrebbe guardare l’europarlamentare Massimiliano Smeriglio. E poi c’è sempre la suggestione di David Sassoli, attuale presidente dell’europarlamento. Il “chi si intesta chi” è un’operazione fondamentale in un Partito come i Democrat. Oggi alle prese con quell’operazione Campo Largo decisiva per le amministrative. Un’operazione voluta dal segretario Enrico Letta, che però adesso vorrebbe tenere fuori Italia Viva di Matteo Renzi.

Il ruolo della Piazza Grande

Nicola Zingaretti e Alessio D’Amato. Foto © Carlo Lannutti / Imagoeconomica

Nel Lazio non si vince senza la Piazza Grande di Nicola Zingaretti, che alla fine è la versione prima maniera del Campo Largo. E’ su questo che il Pd dovrà ragionare quando si tratterà di scegliere il possibile successore di Nicola Zingaretti.

Anche perché nel 2023 il centrodestra sarà agguerrito e schiererà molto probabilmente un candidato di Fratelli d’Italia. Per esempio l’attuale capogruppo Francesco Lollobrigida. Oppure il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli. Ma potrebbero dire la loro anche Claudio Durigon (Lega) e Claudio Fazzone (Forza Italia). Per il Pd quindi occorrerà un’intestazione unitaria, che non potrà prescindere dalla squadra che ha eletto il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. E di quella squadra fa parte anche e soprattutto Albino Ruberti.

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