Pd, Fantini candidato Segretario: congresso il 5 aprile

La Direzione Provinciale del Partito Democratico convoca il Congresso Provinciale. Luca Fantini si candida. Il voto è stato fissato al 5 aprile. La benedizione di Francesco De Angelis ai giovani.

La Direzione Provinciale del Partito Democratico ha convocato il Congresso di Federazione. Si terrà il 5 aprile. Traccerà la linea politica del Pd ed eleggerà il nuovo segretario provinciale che succederà a Domenico Alfieri. Che potrebbe essere l’attuale Segretario dei Giovani Democratici del Lazio Luca Fantini. Alle 20.30 di questa sera, nel suo intervento, ha annunciato la candidatura.

De Angelis: la linea da Frosinone

La riunione della Direzione Provinciale Pd

 A tracciare la via che porta al Congresso è stato Francesco De Angelis. Esaltando il lavoro svolto da Nicola Zingaretti, elogiando quello portato avanti in provincia da Domenico Alfieri. Mettendo in luce soprattutto i risultati della nuova generazione: dal presidente del Consiglio regionale Mauro Buschini al consigliere regionale Sara Battisti. Un discorso inclusivo nel quale ha lasciato spalancate tutte le porte anche alla componente di Antonio Pompeo, Base Riformista.

«Bene la linea tracciata da Zingaretti – ha detto Francesco De Angelis – , l‘Emilia Romagna è una vittoria importante. Ora bisogna proseguire con la sua idea di Partito e possiamo iniziare a dare un segnale da Frosinone: un PD aperto, inclusivo, con un congresso unitario in due fasi, che si confronti sui temi e non per correnti».

Poi il ringraziamento al segretario provinciale uscente. «Grazie a Domenico per il lavoro svolto e per l’impegno messo fino ad oggi nel Partito».

Quindi, rivolto alla platea, l’apertura ai giovani: «adesso tocca a voi. Dobbiamo andare avanti insieme. Uniti per un Partito aperto, nuovo ed inclusivo. Ai giovani dico: Adesso tocca voi !».

È la benedizione non ufficiale a Luca Fantini. Il Pd della prossima generazione potrebbe essere il suo.

Il buon governo

Mauro Buschini

A seguire c’è stato l’intervento di Mauro Buschini. Il presidente non parlava di Pd provinciale da settimane. Una scelta strategia: per favorire la distensione. Evitare gli attriti con le altre componenti. tentare di far scivolare il dirattito verso una direzione comune.

Ci vuole un Partito nuovo – ha detto Mauro Buschiniuna grande forza politica che recuperi la sua capacità di essere popolare, ma che riesca a rispondere alle nuove sfide della società“.

Buschini ha sollecitato il Partito ad aprirsi alla modernità, recuperare i luoghi della discussione. “Bene anche il congresso in due fasi, ci permetterà di discutere con le persone delle grandi sfide che ci attendono” .

Poi l’elogio del buongoverno del Centrosinistra. “Abbiamo bisogno di fare buona amministrazione: in questi anni, dopo convegni e chiacchiere, sta partendo la bonifica della Valle del Sacco ed è un risultato ascrivibile solo al PD. Ed è soltanto uno degli esempi“.

L’aspetto politico. Per Buschini c’è bisogno di un congresso per costruire il Partito di tutti, che faccia sentire a casa tutti, che faccia partecipare le persone. “Con l’Emilia abbiamo dimostrato che Salvini può perdere e noi possiamo vincere, ma la battaglia è solo iniziata: abbiamo bisogno di mettere in campo una idea di Paese e un sogno per il cambiamento” . 

Quindi il messaggio di apertura ad Antonio Pompeo. “Sono d’accordo con Antonio Pompeo, serve il Partito di tutti e dobbiamo lavorarci insieme“.

Sara l’antifascista

Sara Battisti ha evidenziato i valori di questo Partito Democratico. E quelli della democrazia interna di un Partito che discute ed elegge i suoi leader. “Oggi sono fiera della Federazione Provinciale del Partito Democratico. 
Abbiamo indetto il Congresso per eleggere il nuovo gruppo dirigente e il Segretario della Federazione di Frosinone.
Fino qui nulla di nuovo. Ma abbiamo approvato un regolamento che prevede (credo unico in Italia) la convocazione degli iscritti, delle associazioni, dei movimenti, delle forze civiche, che si riconoscono nei valori dell’antifascismo”.

Non è solo questa la novità. C’è molto altro. “Senza voto. Si, avete capito bene. Ci si convoca e si discute di piattaforme politiche programmatiche insieme ai quanti vorranno farlo con noi. Il voto ci sarà dopo un mese. Mai più nomi, solo idee e partecipazione”.

Fantini scende in campo

Infine l’intervento di Luca Fantini. È l’uomo sul quale Nicola Zingaretti ha puntato per il rinnovamento. Gli ha fatto fare le ossa in quest’ultimo anno. Portandolo in ogni tappa del suo tour per le piazze italiane: prima la lunga cavalcata verso la Segreteria nazionale, poi gli incontri chiave nelle Regioni. Quella di Fantini è una candidatura scomoda per tutti: perché nessuno può dire che sia della sua componente; a De Angelis e Buschini disse no quando al Congresso Nazionale posizionò GD su Andrea Orlando mentre loro votavano Renzi; con Pompeo c’è rispetto e visione comune su una parte delle cose.

Luca Fantini

Luca Fantini è sceso in campo chiedendo un Partito che torni al rispetto delle regole. Soprattutto quelle della civile convivenza.

Quello di Fantini è un Pd che non urla. “Nel Partito che abbiamo in mente e che insieme a tutti voi vorremmo costruire non c’è spazio per la rissa sui giornali. Nemmeno per le dichiarazioni ad effetto. Gli unici attacchi che vogliamo vedere sono alla Destra”. Il rispetto non è fatto soltanto di toni e di parole. Ma anche di luoghi. “Nel Partito che abbiamo in mente, la prima grande regola da stabilire è il fatto sacrosanto che le discussioni ed i dibattiti debbano tornare nelle sedi opportune”.

Quindi, l’annuncio: “Credo che non ci sia un luogo migliore per dire che con grande umiltà ma anche grande convinzione, mi sento pronto a raccogliere questa grande sfida, mettendo al servizio di questa comunità il mio percorso, la mia storia e tutto l’impegno che servià nei prossimi anni”.

Sembra di sentire Nicola Zingaretti.

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