Pd, l’idea mai accantonata delle due liste

Alle Provinciali riprende quota l’ipotesi che ognuna delle due correnti (Pensare Democratico e Base Riformista) si presenti per conto proprio. L’idea di una conta potrebbe stare a bene a tutti: da Sara Battisti ad Antonio Pompeo. Tanto la conta si farebbe comunque.

Semplicemente non se ne è più parlato. Ufficialmente. Nessuno ha ripreso l’argomento, ma l’idea che alle prossime provinciali il Pd possa presentarsi con due liste rimane sul tavolo. E anzi in queste ultime settimane sta riprendendo quota. Anche, anzi soprattutto nell’area di Antonio Pompeo. Come dimostra l’operazione portata a termine in settimana con il consigliere comunale di Cassino ed ex vice presidente della Provincia Massimiliano Mignanelli (leggi qui Il compagno Max pronto a scalare la Provincia con Pompeo).

L’idea di una conta preventiva senza il simbolo del Partito potrebbe stare bene a tutti. Alle elezioni Provinciali si andrà entro due mesi dalle Comunali. Considerando che la data più gettonata per le amministrative è il 3 ottobre, vuol dire ai primi di dicembre.

Due liste is meglio che one

Massimiliano Mignanelli

Antonio Pompeo, presidente della Provincia e sindaco di Ferentino, avrebbe la possibilità perfetta di contarsi sugli amministratori che potrebbero sostenerlo in una eventuale candidatura alla Regione o alla Camera. L’associazione Volume sarebbe perfetta, perché in grado di attrarre anche chi con il Pd non vuole avere nulla a che fare. Appunto come Massimiliano Mignanelli per esempio. (Leggi qui Piacere, Antonio Pompeo: e ora alzo il Volume).

C’è poi un altro aspetto, legato alla lista civica di Luigi Vacana. Pompeo lo vorrebbe maggiormente schierato con lui, ma il vicepresidente preferisce mantenere la sua autonomia. Quindi è verosimile che manterrà la sua civica, aperta anche a candidature come quella di Christian Bellincampi (Cinque Stelle).

Il Partito Democratico deve decidere. Devono farlo sia il segretario Luca Fantini che Pensare Democratico. In questo momento è Sara Battisti la più alta in grado: vicesegretario regionale.

La pace impossibile

Mauro Buschini, Sara Battisti, Antonio Pompeo

Nei mesi scorsi, quando nel Pd si provò a pensare ad una soluzione equilibrata per le elezioni, fu proposta questa formula: Mauro Buschini alla Camera, Sara Battisti e Antonio Pompeo alle Regionali. Nelle rispettive aree di riferimento, Pensare Democratico e Base Riformista, il coro di no è stato assordante. Nessuno era disposto a votare anche per l’esponente della corrente avversa. Da qui la ritirata strategica, che adesso fa ritornare in auge la possibilità delle due liste in campo per le provinciali.

Il problema principale resta il messaggio che si trasmette. Lo scorso anno la mancanza del simbolo alle comunali di Ceccano è stata fortemente negativa. C’è perfino il rischio di assuefazione: il Pd procede diviso da tempo nei principali Comuni della Ciociaria. Anche dove si vince. Per esempio Cassino.

Però alle provinciali le due liste sono probabilmente la soluzione migliore. Perché in ogni caso evita i colpi bassi. Si farà la conta alla luce del sole.

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