Pd, perché servirebbe il congresso provinciale

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Il nuovo corso di Nicola Zingaretti è iniziato, ma in Ciociaria restano tanti nodi da sciogliere e problemi da risolvere. A cominciare dalle situazioni di Cassino e Frosinone, dove si fa finta di non vedere che nessun passo avanti è stato effettuato

Del congresso provinciale del Partito Democratico non parla più nessuno. Eppure mai come in questo momento sarebbe un appuntamento importante, con le Provinciali alle porte, con le Comunali e le Europee fissate per il 26 maggio.

La mozione che ha sostenuto Nicola Zingaretti ha sfiorato il 91% in provincia di Frosinone, ma questo non vuol dire che non ci siano delle differenze. La componente maggioritaria Pensare Democratico di Francesco De Angelis, Mauro Buschini e Sara Battisti è solidissima, ma c’è anche l’area di Antonio Pompeo. Oltre alle minoranze che hanno sostenuto Maurizio Martina e Roberto Giachetti.

Il grande favorito per la segreteria resta Domenico Alfieri, a meno che non sia lui a decidere di passare la mano. Per esempio a Nazzareno Pilozzi. Però, in una situazione come quella di Cassino, una Federazione pienamente legittimata da un congresso potrebbe giocare un ruolo fondamentale. Considerando che Giuseppe Golini Petrarcone, Marino Fardelli, Sarah Grieco, Barbara Di Rollo e tanti altri sono delle risorse del partito. Come Salvatore Fontana e Francesco Mosillo del resto. Ferma restando l’autonomia del circolo territoriale, magari un chiarimento anche se base provinciale potrebbe rivelarsi utile.

Come a Frosinone, dove sia il circolo cittadino che la Federazione provinciale hanno preso male la candidatura di Alessandra Sardellitti alle Provinciali. Il Pd finge di non vedere che nel capoluogo c’è un problema enorme e irrisolto. Dopo tre mandati alla guida della città (due con Domenico Marzi, uno con Michele Marini), il centrosinistra perde di brutto.

Il gruppo consiliare è spaccato: da una parte Angelo Pizzutelli e Fabrizio Cristofari (area di De Angelis), dall’altra Norberto Venturi e Alessandra Sardellitti (componente di Pompeo). La candidatura di Vincenzo Savo è stata voluta dall’area di De Angelis, oltre che dal segretario del circolo cittadino Andrea Palladino e da Fabrizio Cristofari e Angelo Pizzutelli. Poteva rappresentare un valore aggiunto ulteriore. Invece no, perché Norberto Venturi e Alessandra Sardellitti hanno fatto un’altra scelta e adesso cercano un asse con Stefano Pizzutelli, leader di Frosinone in Comune, che l’ex sindaco Domenico Marzi voleva come sfidante di Ottaviani un anno e mezzo fa. Mentre si sono perse le tracce di Michele Marini. Nessuno intende recuperarlo?

Un congresso provinciale potrebbe servire a unire sul serio il Pd. Non limitandosi ad una convergenza di facciata.

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