Pd, Petrarcone rinuncia. Fardelli: “Potrei candidarmi”

L'ex sindaco Giuseppe Golini Petrarcone rinuncia alla candidatura. «Non voglio alimentare spaccature nel centrosinistra». Il segretario Pd Marino Fardelli medita se scendere in campo

Giuseppe Golini Petrarcone ha rinunciato alla candidatura a sindaco di Cassino per il Partito Democratico. Al suo posto ora sta ipotizzando di scendere in campo il segretario cittadino del Pd Marino Fardelli.

Io rinuncio

La designazione di Peppino Petrarcone a candidato sindaco per il Pd era avvenuta una settimana fa (leggi qui  Petrarcone sindaco, Grieco vice, Maccaro assessore: ecco il Patto x Cassino). Ma aveva generato una netta divisione con il gruppo che storicamente lo aveva sostenuto in occasione delle due precedenti elezioni, nel ’93 e nel 2011. (leggi qui Peppino 3.0: in tv l’appello per riunire il centrosinistra).

Nel fine settimana il suo ex collaboratore più fidato, il commercialista ed ex assessore al Bilancio Enzo Salera, gli aveva rivolto un appello. A tornare tutti uniti, mettersi a capo della coalizione, come padre nobile e non come sindaco. (leggi qui C’è spazio per Petrarcone: «Come padre nobile. E come sindaco? Dipende»).

La lettera aperta con cui Petrarcone rinuncia è stata diffusa nel pomeriggio. Spiega di avere riflettuto in questi giorni. Non nasconde l’amarezza: «Non si rimane indifferenti quando alcuni tuoi amici decidono di seguire un’altra strada. E la squadra con la quale hai percorso un lungo e proficuo cammino si divide, anche blandita dalle solite sirene di chi tenta ancora di affermare il vecchio concetto del “divide et impera”».

Ci vogliono dividere

A cosa si riferisce quando parla di ‘sirene’ che per restare più forti vogliono dividere il centrosinistra a Cassino?

Giuseppe Golini Petrarcone teme che si crei lo stesso scenario di tre anni fa. Quella volta il centrosinistra si divise su due candidati. Le elezioni le vinse il centrodestra che aveva meno voti del centrosinistra unito.

«Quello che io, con amarezza, colgo negli ultimi accadimenti è che sono ritornati in campo i soliti poteri forti che blandiscono, accarezzano e manovrano, per poi chiedere il conto al momento opportuno».

Veleni su Acea

A farlo decidere il passo indietro però non è stata solo questa prospettiva. Sono stati i veleni. Gli stessi usati nelle elezioni di tre anni fa. Quando si disse che il suo studio legale aveva rapporti di lavoro con Acea. E per questo era interessato a cedere alla multiutility romana gli acquedotti cittadini. Quelle voci stanno tornando ad inquinare il clima elettorale.

«Ho già sostenuto una avvelenata campagna elettorale  nella quale la vicenda Acea è stata falsamente e strumentalmente usata contro la mia persona e la mia famiglia; al momento opportuno i cittadini di Cassino apriranno gli occhi anche su questa vicenda e su chi è legato, a doppio filo, a quel carrozzone. Né io, né mia moglie Giovanna abbiamo mai avuto rapporti professionali di qualsiasi tipo con quella società o con quelle ad essa collegate».

Niente padri nobili

Il tarlo della spaccatura però lo stava tormentando. Alla fine ha deciso. Niente candidatura.

«Non voglio, per amore della mia città e per rispetto della coalizione di centrosinistra, avere la preoccupazione e la responsabilità di dividere quell’elettorato».

Farà il padre nobile? Al momento pare di no. «Penso che ora sia il momento di dedicare più tempo a tutta la mia famiglia, che mi sostiene anche in questa sofferta decisione, condividendone le ragioni; più tempo alla mia professione e più tempo ai tanti veri amici che ancora sono a me vicini».

Fardelli ci pensa. E pure Salera

Al suo posto è intenzionato a scendere in campo il segretario cittadino del Pd, Marino Fardelli. Ma a quel punto sarebbe lui a doversi scontrare con il resto del centrosinistra. Che in questi giorni si è riunito. Ed ha ribadito la necessità di una convergenza. Individuando alcuni nomi. Uno dei quali è quello di Enzo Salera. Non quello di Marino Fardelli.

Proprio Enzo Salera è stato tra i primi a commentare la notizia della rinuncia. Dicendo: «Da un animo nobile ci si poteva aspettare solo un gesto nobile fatto sicuramente in primis nell’interesse della città e poi della coalizione».

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