Pd primo partito, FdI secondo: la rivoluzione della politica

Come si legge il sondaggio di Ipsos di Nando Pagnoncelli. È un terremoto. Funziona la linea di Enrico Letta. Meloni porta la Destra italiana dove non era mai arrivata. Precipita la Lega. Niente effetto Conte.

Il segretario del Pd  Enrico Letta festeggia in silenzio. Ma festeggia. Il 20,8% che il Polimetro di Ipsos, la rilevazione settimanale di Nando Pagnoncelli, attribuisce al suo Partito è una rivoluzione copernicana. Dice Letta: “Io non credo generalmente all’importanza dei sondaggi. Ma, santo cielo, erano 4 anni che un sondaggio non dava il Pd primo Partito italiano. Allora sarà che a questo sondaggio non ci crediamo, lo mettiamo da parte, però Ipsos non è un sondaggista non credibile, forse è il maggior sondaggista italiano”. (Leggi qui l’altro sondaggio, curato da Tecné: Lo scatto di Draghi e la forza di Giorgia)

Il sondaggio Ipsos, l’istituto di Nando Pagnoncelli, rivede gli equilibri ponendo i Dem al primo posto e facendo scivolare la Lega di Matteo Salvini sul terzo gradino del podio, dietro Fratelli d’Italia. Un sondaggio che ha delle profonde implicazioni di carattere politico. Anche e soprattutto in prospettiva.

I nuovi equilibri

Enrico Letta (Foto: Vincenzo Livieri / Imagoeconomica)

Il Partito Democratico, con il 20,8% dei consensi è la prima forza politica in Italia. I Demcocrat tornano sul gradino più alto del podio dopo moltissimo tempo, quattro anni, posizionandosi davanti a Fratelli d’Italia, al secondo posto con il 20,5%. Secondo questo sondaggio la Lega non solo perde quindi il primato tra le forze politiche in Italia, ma scivola anche in terza posizione. Perdendo la leadership del centrodestra. Il Carroccio si ferma infatti al 20,1%.

In quarta posizione, in linea con le ultime settimane e con quanto rilevato anche dagli altri sondaggi, il Movimento Cinque Stelle con il 14,2%.

A registrare la maggiore crescita è Fratelli d’Italia: il Pd aumenta infatti di 0,8 punti percentuali, mentre FdI totalizza un punto in più di consensi. La Lega, invece, ne perde 0,4. Il commento di Ipsos è il seguente: “Sia il Pd sia FdI prolungano un trend positivo (molto recente nel caso del Pd, ben più duraturo nel caso di FdI) che è infine giunto ad incrociare il lento ma abbastanza costante declino del partito di Matteo Salvini”.

La lettura politica

Ma ci sono delle considerazioni politiche da fare. La linea di Enrico Letta, criticata da molti, evidentemente funziona.

È una linea di responsabilità di governo e di ricostruzione di un’identità culturale prima che politica del centrosinistra. L’anima e il cacciavite appunto. Un processo graduale, probabilmente frenato dal fatto che però le correnti del Partito continuano a moltiplicarsi e a litigare. Dove potrebbe arrivare il Pd con una linea realmente unitaria? Forse al 30%.

Antonio Tajani e Giorgia Meloni (Foto: Vincenzo Livieri / Imagoeconomica)

Giorgia Meloni ha portato Fratelli d’Italia a livelli mai raggiunti dalla Destra. Neppure con Alleanza Nazionale di Gianfranco Fini. L’opposizione responsabile al Governo Draghi è stato il suo capolavoro. E’ lei ora il leader del centrodestra. E quel 20,5% è destinato a crescere. Ora però la Meloni deve lavorare sulla classe dirigente.

La Lega di Matteo Salvini aveva raggiunto il 34% alle Europee. Poi il crollo. Determinato sicuramente anche dalla pandemia che ha spuntato le armi al Capitano (selfie a raffica e immigrazione). Ma determinato anche dal fatto che il Partito è solo apparentemente unito. C’è un’ala che ha voluto e creduto nell’ingresso nella maggioranza di governo. È quella di Luca Zaia e soprattutto di Giancarlo Giorgetti. Mentre Matteo Salvini in quell’alleanza sta stretto. Evidentemente però questa doppia posizione del Carroccio si percepisce e non piace. Il 20,1% è il risultato più basso degli ultimi anni.

Il Movimento Cinque Stelle è al 14,2%. Meno della metà del dato delle politiche. Complicato vedere la risalita. L’effetto Giuseppe Conte non c’è. E la frattura con Davide Casaleggio pesa.

Renzi marginale

Matteo Renzi (Foto: Livio Anticoli / Imagoeconomica)

Tra gli altri partiti rilevati dai sondaggi Ipsos, Articolo Uno è a 1,4% (-0,2); Sinistra Italiana a 1,8%; +Europa  a 1,3% (-0,3); Europa verde a 1,2%.

Azione di Carlo Calenda (2,8%) ha ormai staccato Italia Viva (1,8%) di Matteo Renzi. E’ paradossale  il fatto di come Renzi sia marginale dopo aver determinato tutti i cambiamenti politici degli ultimi anni. Fino alla crisi del Governo di Giuseppe Conte e all’avvento di Mario Draghi. Forza Italia di Silvio Berlusconi perde 0,6 punti ma resta comunque al 9,2%. Vuol dire che anche Coraggio Italia non comporterà problemi elettorali a Berlusconi.

Per le coalizioni, il centrosinistra “allargato” viene dato al 45,3% e il centrodestra al 49,8%. La partita è aperta. E in questo momento la sfida è tra Enrico Letta e Giorgia Meloni.

Una rivoluzione? Di più.

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