Pd pronto alla coalizione, a destra si va alla rottura

Comunali a Sora, Pd pronto a chiudere. In pole per la candidatura c’è la capogruppo D’Orazio ma in quota Leu-Art1 e Azione potrebbe rientrare Lucarelli. Nel centrodestra scontro frontale fra Ruggeri, che ha già preparato una lista civica, e il leader della Lega Caschera. Dopo Forza Italia anche Fratelli d’Italia è pronta all’ultimatum: non intendono farsi logorare

Maurizio Patrizi

Rem tene, verba sequentur

Si sono incontrati giovedì sera: distanziati ma in presenza, con la possibilità di guardarsi negli occhi. Lo hanno fatto in una delle sale del Valentino a Sora. Il giorno precedente, via Zoom avevano definito il programma amministrativo. Ora hanno stabilito che la prossima tappa sarà incontrare le altre forze del centrosinistra e civiche di area. Il Partito Democratico traccia la sua rotta verso le elezioni Comunali del prossimo autunno a Sora.

Una rotta sviluppata poco alla volta in mesi di lavoro portato avanti dalla struttura commissariale del Pd: quella guidata dai sub commissari Stefania Martini e Adamo Pantano. A mandarli lì era stato il Segretario provinciale Luca Fantini con il compito di ricostruire il Circolo e riallacciare i fili del dialogo. Spezzati proprio per le troppe tensioni sulla via della definizione della strategia elettorale. I fatti dicono che all’epoca aveva previsto tutto il Segretario cittadino Enzo Petricca: aveva capito che l’unico modo per salvare il dialogo era sacrificarsi dimettendosi e cedendo la scena ad un commissario (leggi qui Troppi cani sciolti. Si dimette il segretario del Pd).

Maria Paola in pole nel Pd

Maria Paola D’Orazio

È la seconda riunione in presenza da quando l’ex assessore comunale Stefano Lucarelli ha sciolto le righe per accasarsi definitivamente in casa Leu-Art1. (Leggi qui Lucarelli ed il doppio gioco per la candidatura).

Pochi passaggi, per fare il punto sul programma elettorale attorno al quale imbastire un dialogo. Quindi la decisione di incontrare ufficialmente gli altri Partiti del centrosinistra, probabilmente già a inizio settimana prossima. Non si è parlato di candidature a sindaco, almeno non ufficialmente. Ora l’obiettivo Dem è chiudere l’accordo di coalizione: approfittando del fatto che il centrodestra che annaspa e rischia di non trovare l’intesa unitaria.

Ma i nomi bisognerà farli. Come si arriverà alla sintesi è altra faccenda. Le evidenze a questo punto dicono che il Pd porterà al tavolo del centrosinistra il nome della sua capogruppo Maria Paola D’Orazio. Altrettanto è evidente che Leu-Art1 proporranno il nome dell’ex assessore Stefano Lucarelli, uscito dal Pd appena un mese fa dimenticando però di dirlo ai suoi dirigenti e soprattutto continuando a partecipare alle riunioni Dem come se nulla fosse. (Leggi qui Lucarelli ed il doppio gioco per la candidatura).

Anche Azione di Calenda potrebbe rivendicare la candidatura, appoggiando Lucarelli. Se non ci sarà una sintesi l’unica via prevista dallo Statuto sono le Primarie.

Le due incognite

I raggruppamenti con cui il Pd da mesi dialoga e con cui ci dovrebbe essere il faccia a faccia nelle prossime ore ormai sono noti. Il Movimento 5 Stelle continua a rimanere interlocutore privilegiato, nonostante le vicissitudini di Roma.

Poi ci sono il gruppo civico Agorà con Bruno La Pietra e il gruppo civico Si Può Fare con l’avvocato Mario Cioffi. Altro interlocutore è Sora Bene Comune, il raggruppamento delle ali sinistre che confluiranno in un’unica lista con dentro Sinistra Italiana, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Possibile.

Restano due variabili. Una è quella di Leu-Art.1: c’è chi dà per scontato che non verranno convocati al tavolo e chi invece lo spera. Perché? Avrebbero la possibilità di riproporre la candidatura a sindaco di Lucarelli, non dando per scontato che la leadership tocchi al Pd.

L’altra incognita è rappresentata dal duo Ernesto Tersigni-Agostino Di Pucchio. Nella precedente riunione il già assessore al Bilancio della Giunta Tersigni aveva spiazzato tutti sostenendo di condividere il progetto. Poi Di Pucchio aveva anche aggiunto di essere a disposizione con una lista insieme a Tersigni. (leggi qui Polveriera Pd, Lucarelli rompe sul candidato).

In sintesi, le liste su cui giovedì sera il Pd ha ragionato son un totale di sei se si riuscirà a mettere insieme tutto il centrosinistra.

Ruggeri mostra la lista

Giuseppe Ruggeri

Le acque nel centrodestra sono agitate. Come dimostra l’incontro avvenuto martedì pomeriggio nell’ufficio del coordinatore cittadino di Forza Italia Vittorio Di Carlo. A fargli visita è andato il candidato sindaco incaricato del centrodestra Giuseppe Ruggeri con il consigliere comunale della Lega Lino Caschera. L’oggetto del contendere è sempre lo stesso: la Lega ha espresso dubbi sulla candidabilità di Ruggeri. Non è convinta delle sue capacità di aggregazione del mondo civico. Capacità che – secondo la Lega – Ruggeri deve dimostrare.

Lo scontro nasce da due antefatti. Primo: il vertice provinciale del centrodestra chiesto proprio dalla Lega, per mettere in discussione il nome di Ruggeri. Secondo: dopo nemmeno 48 ore, la reazione del dottor Ruggeri (leggi qui Caos centrodestra, la Lega non concede spazi a FdI e leggi qui Ruggeri alla politica di Sora: «Mettetevi gli occhiali»).

 L’incontro da Vittorio Di Carlo martedì è avvenuto proprio mentre Alessioporcu.it pubblicava le dichiarazioni rilasciate dal consigliere Caschera (leggi qui Ruggeri mostra i muscoli e la Lega scalcia. Patto in bilico).

È certo che martedì il dottor Ruggeri ha mostrato a Lino Caschera la lista civica fatta in appena quattro giorni dal ricevimento ufficiale del mandato da parte della coalizione, il venerdì precedente. Caschera gli ha contestato di non aver aggregato prima.

Il messaggio è chiaro: la Lega non è convinta. Per questo ancora non firma il documento proposto da Forza Italia. Il problema, tuttavia, non è rappresentato da Giuseppe Ruggeri ma da Massimiliano Bruni e Fratelli d’Italia. E c’è anche la spiegazione. (leggi qui Un documento per Ruggeri: ma la Lega indugia)

Tutta colpa di Bruni

A convincere Lino Caschera e la Lega che con Fratelli d’Italia e il consigliere Massimiliano Bruni non si aggrega il mondo civico sono stati alcuni retroscena. Sono il contorno di fatti accaduti nelle scorse settimane. Allorquando, nella massima riservatezza, il dottor Ruggeri era stato incaricato di effettuare alcuni colloqui esplorativi.

Aveva incontrato Rinascita Identitaria di Francesco Monorchio, Si Può Fare con Mario Cioffi, Adesso Tocca a Noi di Marco Mollicone e il Polo Civico di Stefano Bifera. Seppur con distinguo il tema ricorrente nel declinare l’invito era stato: non se c’è Bruni, non se c’è Fratelli d’Italia.

Giovedì mattina al continuo rincorrersi di queste notizie il consigliere Bruni è passato all’attacco con un messaggio fatto circolare ai diretti interessati. Un messaggio WhatsApp con cui dà la sua versione sulle ragioni dei vari “no” di questi gruppi.

Fratelli d’Italia ora vuole sapere se la Lega è disposta o meno a mantenere l’impegno preso con il dottor Ruggeri e soprattutto vuole saperlo subito. Perché Bruni non è più disposto a farsi cucinare a fuoco lento da Lino Caschera e dalla Lega. Autodifesa.

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