Il Pd in provincia di Frosinone sceglie Orfini e scarica Zingaretti

Gaetano Capuano fa parte del Coordinamento Nazionale Movimento Democratici Progressisti Insieme. E lavora in Regione Lazio: sta negli uffici della Vice presidenza, lì dove domina il braccio destro del Governatore, Massimiliano Smeriglio. Niente auto blu. Ogni giorno prende il treno per raggiungere il suo ufficio.

 

Il Partito Democratico della provincia di Frosinone sceglie Orfini e scarica Zingaretti?
Basta vedere gli ospiti della festa di Fiuggi per comprendere la doppiezza con la quale un pezzo di gruppo dirigente provinciale si avvia a gestire la prossima partita delle elezioni regionali. (leggi qui l’intervento a Fiuggi del Ministro Padoan e qui quello del presidente Pd Orfini)

 

Cominciamo dagli ospiti di Left Wing a Fiuggi: cosa avevano che non andava?
Sono stati la degna conclusione di un percorso. Iniziato con lo schiaffo al congresso provinciale del PD che ha visto la vittoria schiacciante di Renzi contro quella del duo Orlando/Zingaretti. Seguito poi dai i 15 mila votanti che hanno partecipato al congresso di cui sopra contro i 2414 voti presi dalla lista del PD alle elezioni di Frosinone.

E come non notare il disimpegno “interessato” alla rielezione a Presidente della SAF di Mauro Vicano (neo tesserato al PD, secondo le autorevoli indiscrezioni di Alessioporcu.it) in barba a qualunque logica di buone pratiche. Su quel percorso c’è poi la mancata verifica di maggioranza al governo della Provincia dove il duo Antonio Pompeo – Alfredo Pallone agisce con uno dei più spregiudicati trasversalismi degli ultimi anni.

Ecco, a conclusione di tutto questo  ci tocca pure il termale Orfini da Fiuggi che pontifica sulle beltà del PD nazionale e provinciale».

 

Perché tutto questo dovrebbe portarci a dire che il Pd della provincia di Frosinone ha scaricato Zingaretti?
Con questi attori e queste modalità il centrosinistra provinciale è destinato a cedere nuovamente al centrodestra la provincia di Frosinone. Non basterà il tour nei Comuni iniziato qualche giorno fa dal Presidente dell’ASI Francesco De Angelis, come pure non basteranno le truppe schierate dei Deputati e Senatori eletti alle passate politiche per evitare l’onda lunga della destra provinciale. In tutto questo posizionarsi chi perde è Nicola Zingaretti, pronto a ricandidarsi alla guida della Regione in un quadro politico completamente mutato a livello nazionale e locale, come già analizzato proprio da Alessioporcu.it (leggi qui).

 

E’ per questo che in Regione circola con sempre maggiore insistenza la voce che Zingaretti potrebbe non ricandidarsi?
Il PD perno della coalizione che lo sosteneva ora è profondamente indebolito. Serve coraggio per uscire da una situazione di così grave difficoltà, occorrono visione e scelte nette. Per queste ragioni, sarebbe importante che il presidente Nicola Zingaretti tornasse a sottolineare la distanza che c’è fra chi usa il posizionamento politico per la realizzazione della propria personalissima carriera, da chi si batte sul terreno della politica e al fianco dei cittadini praticando politiche di giustizia e progressività».

 

L’assessore Mauro Buschini è tra quelli che hanno sostenuto la mozione Renzi, fa parte dell’area Orfini. Il rapporto con Zingaretti, dopo un periodo di crisi, però sembra recuperato.
Occorre segnare definitivamente distanza e discontinuità da coloro che in questo tempo non hanno mai perso occasione per indebolire lo schema di governo sul quale lo stesso Zingaretti intende investire, occorre partire da un profondo rinnovamento sulla formazione delle liste lasciando a casa chi ha demolito centimetro dopo centimetro ogni possibile ricostruzione del centro sinistra.

 

Se si lasciano a casa gli Orfiniani, in provincia di Frosinone i voti chi li porta?
Il ruolo del Movimento Democratici e Progressisti e di Campo Progressista sarà proprio quello di favorire questo percorso di distanza e discontinuità. La nostra ambizione non è quella di costruire una lista unica della sinistra insufficiente e residuale. Il nostro obiettivo è quello di valorizzare un soggetto di centrosinistra largo e plurale in cui ci sia una sinistra solida e robusta al suo interno con ambizioni di governo. Ma anche un rapporto politico e sociale con il cattolicesimo democratico e un mondo più moderato e liberale.

 

Orfini dice che non perde tempo a parlare con voi perché è inutile.
L’avversario da battere è la destra, in tutte le sue forme. E noi siamo alternativi a essa. L’auspicio è che si possa su questo versante evitare di tornare a tempi cupi di Storace e della Polverini.

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