Il Pd che perde senza fare rumore

L’ex rottamatore Matteo Renzi è all’angolo nel Pd. Ha capito che il suo Partito farà di tutto per non farlo andare ad elezioni anticipate e logorarlo. Michele Emiliano è pronto a candidarsi alla segreteria, Massimo D’Alema prepara la fuoriuscita in grande stile.  Pierluigi Bersani per evitare la scissione chiede spazi enormi all’interno.

Dario Franceschini fa pesare ogni giorno di più il suo ruolo e soprattutto i membri che fanno riferimento a lui nei gruppi parlamentari. Con Renzi c’è Matteo Orfini, che però rappresenta un’altra corrente. Intendiamoci: l’ex rottamatore ha ancora una salda maggioranza e nei sondaggi è il leader del Pd con più alte possibilità di vittoria. Però sta “ballando” e non poco.

In provincia di Frosinone invece nel Partito Democratico le grandi intese del congresso hanno ipnotizzato la situazione.

Francesco Scalia e Nazzareno Pilozzi sono i veri renziani cultori del Giglio Magico, ma non lo dicono.

Francesco De Angelis, dopo le esperienze nelle avventure di Ignazio Marino ed Enrico Gasbarra, adesso sta con Matteo Orfini. Chissà se si ricorda quando era un dalemiano di ferro. Lo è ancora.

Mauro Buschini sta con Nicola Zingaretti, senza però farlo notare troppo. Perché c’è un dato fin troppo evidente: è stato nominato assessore regionale sull’asse Franceschini – Astorre, cioè l’esatto opposto dell’asse Orfini. E se c’è qualcuno che provoca l’orticaria a Nicola Zingaretti sono gli ex Gipovani Turchi.

Simone Costanzo è dell’area Dem di Dario Franceschini, ma se litiga davvero con De Angelis deve rimettere in gioco la segreteria.

Cioè in Ciociaria le correnti esistono sulla carta, ma non arriva nemmeno uno spiffero. Neppure un alito di vento. Come se il dibattito nazionale avvenisse su un’altra galassia.

A qualcuno è mai venuto in mente che forse il Partito Democratico avrebbe bisogno anche da noi di litigare sui grandi temi e non soltanto sulle candidature a sindaco nei Comuni?

Un congresso provinciale all’arma bianca, con uno scontro vero e non ovattato, magari potrebbe risvegliare l’entusiasmo della base.

Perfino una conta reale e non sulla carta potrebbe fare chiarezza.

Se poi qualcuno dovesse passare con D’Alema, allora perlomeno si saprebbe chi sta con chi.
Altrimenti si può andare avanti così e continuare a perdere a Frosinone, Cassino, Sora e Ceccano. Senza fare rumore.

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