La scissione di Renzi e quel legame particolare tra Achille Variati e Antonio Pompeo

Foto © Imagoeconomica, Valerio Portelli

IL RETROSCENA - Nel Pd è partita la stagione dei riposizionamenti. Francesco De Angelis e Mauro Buschini fanno capire di essere soltanto loro i referenti di Zingaretti in Ciociaria. Mentre Bruno Astorre evidenzia il legame con Franceschini. Il presidente della Provincia guarda alla Leopolda ma intanto loda la nomina di Variati come sottosegretario all’Interno. Il vero obiettivo è il rilancio delle Province. Ecco perché.

Sullo sfondo c’è ormai anche nel Pd provinciale il tema della ormai prossima scissione di Matteo Renzi. Potrebbe essere annunciata alla Leopolda numero 10, in programma a Firenze dal 18 al 20 ottobre. I renziani stanno spingendo (da Mariaelena Boschi a Dario Nardella), l’ex rottamatore finora ha frenato ma l’assetto dei sottosegretari ha rappresentato un punto di non ritorno. In provincia di Frosinone i segnali che arrivano sono tutti concordanti: è in corso un posizionamento marcato dei big. Nulla di nuovo per quanto riguarda gli schieramenti, ma la perentorietà delle sottolineature dice che il momento è arrivato.

Mauro Buschini, Francesco De Angelis e Sara Battisti, i pilastri della componente Dem ‘Pensare Democratico’

Prendiamo la componente Dem maggioritaria sul territorio, Pensare Democratico di Francesco De Angelis, Maurio Buschini e Sara Battisti: sono loro i referenti del segretario Nicola Zingaretti nel collegio. Hanno voluto che si capisse benissimo. E ci sono riusciti. Poi hanno evidenziato la vicinanza al neo ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, con il quale De Angelis è stato gomito a gomito per cinque anni in Europa. Quindi Mauro Buschini ha fatto gli auguri a Gian Paolo Manzella, Lorenza Bonaccorsi e Roberto Morassut, tutti e tre zingarettiani, tutti e tre legati all’esperienza del Lazio.

Antonio Pompeo, presidente regionale dell’Upi Unione Province Italiane

Bruno Astorre, senatore e segretario regionale del Partito, ha fatto emergere che lui è legato da sempre a Dario Franceschini, di AreaDem.
A quel punto Antonio Pompeo, presidente della Provincia, dell’Upi Lazio e sindaco di Ferentino, ha capito che era il momento di accelerare. Gli auguri ad Achille Variati, sottosegretario al ministero dell’Interno, non sono di circostanza. E non riguardano neppure le dinamiche tra correnti. No. Achille Variati era il numero uno dell’Upi quando, nel novembre 2017, nominò Antonio Pompeo nel direttivo dell’Unione delle Province d’Italia. Dopo che a Pisa erano stati insieme in uno dei tanti tavoli dei lavoro sulle Province.

Pompeo aveva testimoniato la sua esperienza, quello che stava facendo a Frosinone, nell’ambito di un’area vasta con la quale si poteva andare oltre l’elemento delle competenze specifiche. La scintilla fu quella.

Achille Variati © Imagoeconomica, Valerio Portelli

Il ragionamento politico oggi è più complesso. Con Variati in quel posto il tema del rilancio delle Province torna prepotentemente ai primi punti dell’agenda del Governo. Ora, Variati e Pompeo hanno lavorato insieme affinché la riforma Del Rio non sancisse la fine delle Province. Delineando perfino la nuova mission degli enti: creare la Casa dei Comuni, per dare nuovi servizi e risorse alle Province. Restituendo a questi enti centralità e dignità.

Quando Pompeo sottolinea il suo legame con Variati lo fa per lanciare un messaggio forte: puntare sugli amministratori locali. Ed è quello che farà, ancora prima e indipendentemente dall’adesione all’eventuale partito di Renzi . Il legame del presidente della Provincia con il capogruppo al Senato Andrea Marcucci è fortissimo. Ma è il tema del rilancio delle Province la vera scommessa politica.

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