Anche Zingaretti dice si, il Pd cambia posizione

Il Pd rivede la sua posizione di chiusura globale. Esce dal bunker. E si dichiara pronto a incontrare la personalità che riceverà l'incarico dal presidente Mattarella.

Il Pd scende dall’Aventino e si dichiara pronto a incontrare la personalità che riceverà’ l’incarico dal presidente Mattarella.

La nuova posizione fa parte dell’accordo sullo slittamento dell’Assemblea nazionale del 21 aprile: quella che dovrà decidere se tenere subito il congresso e le primarie. Oppure se eleggere un segretario nazionale che sostituisca Matteo Renzi e guidi il Partito attraverso una fase di decantazione.

«La responsabilità di formare un governo spetta a chi ha preso più voti: lo facciano, smettano con queste schermaglie – ha detto in mattinata Ettore Rosato – Noi saremo attenti a quanto ci dirà il presidente Mattarella e saremo pronti al confronto con chi ricevera’ l’incarico».

Una posizione molto diversa da quella de giorni scorsi. Che era un semplice «facciano loro». La nuova posizione serve ad agevolare l’iniziativa del Capo dello Stato Sergio Mattarella, se la possibile intesa tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini non si concretizzerà.

In ogni caso al Nazareno si esclude, come chiarisce Graziano Delrio, che l’interlocuzione possa preludere un accordo per entrare in un governo con M5s o col centrodestra, mentre in caso di governo di altra natura le cose sarebbero da valutare alla luce delle sollecitazioni del Capo dello Stato.

Il tema “governo” si intreccia con la querelle interna, e cioé se tenere il congresso subito, con primarie verso ottobre, o rinviarlo a 2019 ed eleggere all’Assemblea nazionale un segretario, per il quale è candidato Maurizio Martina.

All’interno delle diverse componenti non c’é unanimita’ tanto che oggi Matteo Ricci si è dichiarato favorevole a celebrare il congresso a febbraio 2019, mentre Graziano Delrio ha chiesto di per farlo subito.

Sta di fatto che stamani incontrando Maurizio Martina, Renzi ha chiesto un rinvio dell’Assemblea nazionale del 21 aprile, motivando la richiesta con il perdurare delle Consultazioni al Quirinale. Dopo un pomeriggio di tira e molla, per il sospetto (condiviso dalle minoranze Dem) che la richiesta fosse originata dalla volontà di evitare l’elezione di un segretario, alla fine Martina ha chiesto al presidente del Pd Matteo Orfini il rinvio. Cosi’ da “seguire l’impegnativo lavoro del Presidente Mattarella“.

Una decisione che sarebbe stata condivisa da big come Marco Minniti, Nicola Zingaretti e che è stata definita “ragionevole” da Marina Sereni, esponente di Area Dem, mentre la componente di Andrea Orlando e di Michele Emiliano rimane contraria a uno slittamento privo di un percorso certo.

Il rinvio di qualche settimana non va inteso come un accordo sul congresso, ma come una tregua per evitare una spaccatura durante l’interlocuzione con Mattarella, anche perche’ potrebbero aprirsi scenari di governo finora non immaginati.

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