Pd, la rivoluzione di De Angelis. Ora si va alla conta (di C. Trento)

Svolta netta della componente di Francesco De Angelis. È accaduto durante l'assemblea di Pensare Democratico ad Acuto. «Non partecipo più ai caminetti, confronto al congresso». Messaggio all’area di Pompeo: «Niente tavoli e via le correnti, chi vuole si candidi». Si rivolge ai giovani citando D’Alema: «Bussate più forte, tocca a voi accendere il sogno»

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

«Serve uno scossone, giovani tocca anche a voi: rivoluzionate il Partito Democratico»: stavolta Francesco De Angelis ha alzato i toni e lo ha fatto nel corso di una riunione della sua corrente, Pensare Democratico. Durante un’assemblea degli amministratori che fanno riferimento all’area.

L’assemblea di Pensare Democratico ad Acuto

L’incontro si è tenuto giovedì sera ad Acuto, presso il ristorante Tre Chiodi. Una lunga disamina quella effettuata da De Angelis, sulla fase politica nazionale prima della kermesse di Bologna, iniziata ieri. Domani il segretario nazionale Nicola Zingaretti declinerà il Partito del futuro. Compreso il cambio dello statuto.

Quasi un ritorno alle origini per Francesco De Angelis, che ha citato Massimo D’Alema e la scuola delle Frattocchie, nella quale il Pci selezionava la classe dirigente.

Ha detto Francesco De Angelis: «I migliori erano quelli che sapevano leggere i processi di cambiamento della società, non i portatori di tessere».

Poi il leader di Pensare Democratico ha iniziato il suo intervento partendo proprio dal Governo. Rilevando: «Nicola Zingaretti aveva dei legittimi dubbi sulla formazione del Governo giallorosso, ma per evitare una manovra dettata da Bruxelles ha deciso di raccogliere la sfida e rilanciare: un’alleanza che costruisca anche sui territori il racconto di un’altra Italia. Giusta, equa, solidale. La sfida non è stata raccolta dagli alleati di Governo ma noi non possiamo mollare. Un Governo, se esiste, deve “fare” per il bene del Paese. Ma se esiste esclusivamente per evitare di andare al voto, può anche finire. Ha ragione Zingaretti quando dice che un’alleanza o è unita sul futuro oppure non c’è. Poi però c’è il Pd».

La grande manifestazione di Piazza Maggiore a Bologna

E su questo punto specifico Francesco De Angelis ha voluto suonare la sveglia al Partito. Rilevando: «È evidente che dobbiamo cambiare. Dobbiamo ricostruire un’identità politica, una comunità che stia insieme per difendere i più deboli e garantire uguaglianza sociale. Chi ha di più, paghi di più. Queste sono le nostre radici e non dobbiamo vergognarcene come abbiamo fatto negli ultimi anni. A questo Paese va spiegato che i problemi reali sono legati alla mancanza di possibilità di crescita e sviluppo. Garantire lavoro, diritti, servizi e pari opportunità, questa è la sfida».

Ha continuato il leader di Pensare Democratico: «Basta con questa rappresentazione negativa, il Paese cerca futuro e ha bisogno di un sogno. La sinistra non deve dimenticare chi siamo, non dobbiamo avere paura delle nostre idee e dei nostri valori. Tocca a noi riaccendere il sogno e risvegliare la passione e l’e n t usiasmo. Partiamo da Bologna e dallo splendido esempio di Piazza Maggiore di giovedì sera».

Erano presenti tutti, a cominciare dal presidente del consiglio regionale Mauro Buschini, dal consigliere regionale Sara Battisti e da Luca Fantini, coordinatore regionale dei Giovani Democratici. C’era anche Nazzareno Pilozzi.

Più volte De Angelis ha utilizzato il termine sinistra, non centrosinistra. Per marcare un perimetro di identità culturale oltre che politica. Poi Francesco De Angelis ha suonato la carica: «Il Pd non può essere un partito di ceto politico ma deve essere un luogo democratico di confronto e dibattito. Basta con i caminetti, io non partecipo più. Facciamo il congresso apriamo il confronto e chi vuole si misuri con le sue idee dinnanzi alla platea degli iscritti del Pd della Provincia di Frosinone. Poi sarà il Partito a decidere in un confronto largo e partecipato il segretario capace di esprimere l’idea migliore e più forte per il Pd. Ci vuole coraggio ed è arrivato per tutti il momento di osare e di uscire dai vecchi schemi. Chi ha voglia, passione e idee si faccia avanti».

Infine si è rivolto ai giovani. Così: «Serve uno scossone, tocca anche voi avviare una rivoluzione all’interno del Pd. Se dovete attaccare, attaccate. Non fermatevi. Uscite fuori da un vecchio schema che ha impoverito e fatto perdere al Pd la sua identità».

Un discorso che ha richiamato alla mente il monito di Massimo D’Alema ai giovani degli allora Democratici di Sinistra diversi anni fa. Con il celebre: «Bussate più forte».

Infine De Angelis ha sostanzialmente aperto la fase congressuale provinciale. Notando: «Niente tavoli, via le correnti, chi vuole si candidi e metta a disposizione del Partito Democratico le proprie idee e la propria forza. Sono sicuro che questo aiuterà tutti a fare un bagno di umiltà e tornare ad ascoltare i problemi dei cittadini».

Una presa di posizione destinata a rappresentare un punto di svolta, anche per quel che riguarda le dinamiche politiche provinciali del Partito Democratico. Intanto i toni usati hanno ricordato i Democratici di Sinistra più che il Pd. Vedremo domani quali saranno le indicazioni di Zingaretti, ma in ogni caso la sterzata a sinistra di Francesco De Angelis è stata netta.

Luca Fantini, sarà il prossimo candidato alla segreteria Pd della provincia di Frosinone

Così come è netta la linea sul congresso provinciale. Si va alla conta. «Niente tavoli, via le correnti, chi vuole si candidi e metta a disposizione del Pd le proprie idee e la propria forza». Una frase che vuol dire due cose. La prima che il candidato alla segreteria provinciale del Pd da parte di Pensare Democratico sarà Luca Fantini, responsabile regionale dei Giovani Democratici. Vicinissimo a Nicola Zingaretti e fedelissimo di Mauro Buschini.

La seconda è che a questo punto bisognerà vedere quali saranno le mosse del presidente della Provincia e dell’Upi Lazio Antonio Pompeo. Fino a qualche giorno fa sembrava che la strada tracciata fosse quella di una prospettiva unitaria del congresso provinciale. Poi qualcosa si è rotto e si è registrato un enorme gelo politico tra i due. (leggi qui Il grande gelo tra De Angelis e Pompeo).

Antonio Pompeo e Francesco De Angelis © AG IchnusaPapers

Segno che esiste un problema, legato probabilmente proprio ai rapporti e ai confini fra le due correnti. Pare che De Angelis si sia “allargato” verso Ferentino e che Pompeo non abbia gradito. Secondo autorevoli indiscrezioni tra i due ci sarebbe stato uno scambio di battute al vetriolo.

Poi c’è il piano squisitamente politico. Antonio Pompeo fa parte di Base Riformista, la componente Dem che fa riferimento a Lorenzo Guerini, Luca Lotti, Andrea Marcucci e Alessandro Alfieri. Si tratta dei renziani che hanno deciso di restare nel Pd. Nei giorni scorsi c’è stata un’importante riunione dell’area a Roma, alla quale ha partecipato anche Pompeo. Base Riformista non sembra intenzionata a passare con Italia Viva di Matteo Renzi. Anzi, i segnali che arrivano vanno nella direzione di restare nel Partito. (leggi qui Diversamente renziani: Pompeo riflette).

Per quanto concerne la Ciociaria, l’unico che con ogni probabilità passerà con Renzi è Germano Caperna, capogruppo del Pd alla Provincia. Caperna non fa mistero delle sue intenzioni, considerando che ha partecipato alla giornata conclusiva della decima edizione della Leopolda. Lasciandosi fotografare. (leggi qui Caperna di corsa verso Renzi. Pompeo riflette (di C. Trento))

A questo punto però, archiviata anche la tre giorni di Bologna, in provincia di Frosinone il Pd si avvierà ad una resa dei conti annunciata. Probabilmente anche prima del congresso, che con ogni probabilità si terrà a febbraio. Con una certezza: è finita la stagione dei caminetti.

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